Le detrazioni per la promozione della lettura di libri (cartacei)

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Tutti ormai saprete che venerdì 13 Dicembre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge «Destinazione Italia» che prevede, tra le altre cose, detrazioni fiscali del 19% per chi compra libri fino ad un massimo di 2000 euro all'anno. Sono passati alcuni giorni dalla notizia, che ha rappresentato una vera novità nel panorama italiano; un tempo sufficiente ad abbassare il clamore, valutare le reazioni e soprattutto rispondere a una domanda che – concedetemi un’espressione di lubraniana memoria – sorge spontanea: ma gli ebook non sono libri?

Andiamo per ordine e guardiamo da vicino la norma. Come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, «per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell'anno solare per l'acquisto di libri muniti del codice ISBN, per un importo massimo di 2000 euro, di cui 1000 euro per i libri scolastici ed universitari e 1000 euro per tutte le altre pubblicazioni». 

Le reazioni sono state entusiaste, a partire da quella del Presidente dell’Associazione Italiana Editori Marco Polillo che ha parlato di «una decisione davvero importante e soprattutto una svolta per la lettura in Italia». «Stiamo finalmente entrando nel novero dei Paesi civili», ha commentato sullo stesso tono Alberto Galla, Presidente dell’Associazione Librai Italiani. E in effetti si tratta di un’iniziativa che era stata auspicata da molti; lo stesso Galla l’aveva richiesta a gran voce commentando il dato scoraggiante della chiusura di 150 librerie in Italia nel 2013. Un provvedimento che veniva spesso invocato dal rappresentante dei librai italiani a fianco di quello per la reale applicazione della Legge Levi sul prezzo dei libri che in Italia viene frequentemente aggirata.

Confesso che anche io sono stata tra gli entusiasti e mi sono fatta subito due conti in tasca. Sfortunatamente non sono così giovane da poter beneficiare della detrazione su libri scolastici e universitari, ma i 1000 euro all’anno per l’acquisto di libri cartacei non sono poca cosa (si parla di circa 50 libri, se consideriamo un costo medio di € 20) e comportano un "rientro" di € 190 all’anno. Non fa schifo, diciamocelo. Non vogliamo quindi fare quelli che quando ottengono qualcosa vogliono subito altro, quindi gustiamoci il pandoro e peccato se manca la crema al mascarpone. Ma un paio di considerazioni si possono fare.

La prima è che queste detrazioni non riguardano l’acquisto degli ebook, come chiarito dalla normativa che parla esplicitamente di libri cartacei. Se si aggiunge il fatto che, come noto, agli ebook in Italia si applica l’aliquota massima del 22% in quanto servizi, mentre i libri cartacei hanno l’Iva al 4%, perché ritenuti dall’Unione Europea prodotti culturali, è evidente una disparità di trattamento tra libro cartaceo e libro digitale, come se la valenza culturale del libro dipendesse dalla sua forma e non dal contenuto. È del tutto evidente che ai fini della promozione della lettura i due supporti dovrebbero avere lo stesso peso e dunque lo stesso trattamento.
Forse proprio in risposta a questo è arrivata ieri una dichiarazione del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato che durante la trasmissione "Prima di tutto" in onda su Radio1 ha auspicato di poter presentare il prossimo mese una misura che riduca l’Iva sui libri digitali prodotti in Italia (ricordiamo che la commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro Francia e Lussemburgo per aver abbassato autonomamente l’Iva sugli ebook).

La seconda considerazione è relativa alle finalità dichiarata di questo disegno di legge, ovvero quella di favorire una maggiore diffusione della lettura (come esplicita il testo della norma). L’iniziativa spingerà con buona probabilità il popolo di lettori a fare qualche acquisto in più, nella consapevolezza della possibilità della detrazione, e da questo punto di vista sarà d’aiuto alle tante librerie che stanno vivendo un momento di crisi e calo delle vendite. Sarà inoltre positiva per le famiglie che si trovano tutti gli anni a sopportare costi onerosi per l’acquisto dei libri di studio per i figli. Difficilmente invece questo provvedimento parlerà  ai non-lettori che, come ben sappiamo, rappresentano una percentuale molto alta in Italia. Per raggiungere questa fascia sono necessarie infatti iniziative strutturali di promozione della lettura e soprattutto di formazione e educazione al piacere di leggere, dirette in modo particolare ai più giovani, che vedano nella rete delle scuole e delle biblioteche i canali privilegiati d’azione, per far sì che i figli dei non-lettori di oggi siano i lettori di domani.

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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