Le letture (non) da ombrellone di Finzioni

Ogni anno, puntualmente, con l’innalzarsi delle temperature parte il tormentone estivo. E non sto parlando della hit da spiaggia, ma del mio personale tormentone estivo, quello con il quale annoio da tempo voi su queste pagine e i miei amici durante infiniti aperitivi: l’estate è fatta per i mattoni. 

Da tempo sostengo infatti che a dispetto del significato comune dell’espressione letture da ombrellone – che rimanda subito a harmony, thriller, soft porno e una manciata di titoli di YA – l’estate è in realtà la stagione migliore durante la quale concentrarsi su quelle letture lunghe e impegnative che nella nostra impegnativa quotidianità non ce la sentiamo di affrontare. Giornate più lunghe, qualche giorno di vacanza, un intero mese nel quale l’Italia si spegne improvvisamente da Bolzano a Siracusa: quale momento migliore per affrontare il mattone?

Non sono certo l’unica a sostenere questa teoria, e ne ho avuto conferma ieri quando su Twitter Sto Leggendo ha lanciato l’hashtag libri da spiaggia; tra le risposte, roba seria tipo tutto DFW, La storia sociale dell’arte di Hauser, Malaparte, Tabucchi, Camus, i Karamazov… inframezzati, ovvio, a Settimane Enigmistiche, gialli e qualche sfumatura di grigio. 

Ma probabilmente la verità sta nel mezzo, come spesso accade: il lettore forte continua le sue normali abitudini di lettura e fa quindi le stesse scelte, con la differenza che d’estate ha forse un po’ più di tempo per leggere; il lettore occasionale, in veste di lettore da ombrellone, si orienta su una tipologia di offerta che va dal classico al best-seller e magari si fa ispirare da uno scaffale di suggerimenti per letture da spiaggia. 

Ma bando alle ciance e andiamo al sodo, ovvero che cosa leggerà la redazione di Finzioni sotto l’ombrellone, al parco, nei monti, in città o ovunque ci porterà o non porterà questa estate 2015?
Ecco le nostre scelte e il perché abbiamo scelto proprio questo titolo, proprio quest’estate.

Il racconto dei racconti, Giambattista Basile, Adelphi; perché il bellissimo film di Garrone mi ha fatto venir voglia di riprendere una lettura che avevo lasciato sui banchi del liceo (Francesca Modena)

Se niente importa: perché mangiamo gli animali?, Jonathan Safran Foer, Guanda; perché me l'hanno regalato i miei e l'ho sempre visto come un saggio, dunque me lo immaginavo come qualcosa di impegnativo che mi avrebbe risucchiato energie mentali durante i mesi di lavoro intenso, già faticosi. In realtà sbagliavo, la pesantezza è un concetto che non riguarda affatto questo libro che sto adorando! (Cecilia Lazzaroni)

Benedizione, Kent Haruf, NN Editore; perché quando ci sono persone che decidono di aprire una nuova casa editrice oggi, credo sempre – e forse è proprio così – che abbiano cose nuove da dire e nuove storie da farci amare. Che abbiano cioè deciso di aprire perché sentivano di avere da dare qualcosa che nessun altro aveva, in quel modo. (Silvia Pelizzari)

Waterloo, Bernard Cornwell, Longanesi; potrei dire che è per il bicentenario o per la canzone degli Abba, ma in realtà è perché è l'ultimo capitolo della saga di Sharpe, serie di romanzi a sfondo storico (anche se in realtà è azione pura) che mi piace moltissimo (Davide Piccirillo);

I racconti, John Cheever, Feltrinelli; perché è un mattone atipico, perché ognuno di quei racconti vale un romanzo e basterà leggerne uno al giorno per sentirsi a posto e prendersi il resto del tempo per fantasticare (Luigi Mauriello)

La letteratura per l'infanzia, Boero e De Luca, Laterza; per due semplici motivi: adoro l'argomento ed è una lettura consigliatami dall'infallibile libraia Chiara. (Silvia Dell'Amore)

S. La Nave di Teseo, J.J. Abrams, Doug Dorst, Rizzoli Lizard; perché non mi voglio perdere nulla delle mille storie nascoste fra gli infiniti allegati di quel libro! E poi c'è un naufragio e si sa che naufragare d'estate è molto più bello. (Antonella Airoldi)

La famiglia Karnowski, I.J. Singer, Adelphi; perché l'ho regalato a Natale scorso a mia mamma con lo scopo di leggerlo io appena possibile ma non ho ancora avuto l'occasione. Così mia madre l'ha letto ed è sei mesi che ne tesse le lodi. (Eleonora Cocola)

Ragioni per vivere, Amy Hempel, Mondadori; perché é completamente pazza sia nella scrittura che nelle vicende e questo fa si che i suoi racconti si riassumano in una sola parola: coraggio. E l'estate é un buon momento per fare incetta di coraggio. E poi perché é talmente difficile da spiegare che nel caso si avvicinasse un tamarro a provarci e chiedesse "ehi bella, che leggi?" la risposta lo annoierebbe a morte. (Giulia Muscatelli)

Non meriti un minuto in più del mio amore, Elisa Gentile, Newton&Compton; perché è un libro che fa arricciare le dita dei piedi. Dai, ah, sì Dai, ah, sì Dai, ah, sì, Dai, ah sì. (Federico Tamburini)

Evento, Slavoj Žižek, Utet; perché così la gente pensa che sono intelligente. (Andrea Sesta)

Luce d'agosto, William Faulkner, Adelphi; perché è uno di quei romanzi che mi chiama da tantissimo tempo, ma che proprio non potrei (e non vorrei MAI) leggere nella bolgia infernale della metro alle 8 del mattino, in piedi, tra una fermata e l'altra e la voglia di uccidere il genere umano a deconcentrarmi. E c'è pure "agosto" nel titolo, quindi resto in tema. (Oriana Mascali)

Il Cerchio, Dave Eggers, Mondadori; perché l'estate sarà un periodo in cui non sarò connected, quindi, può essere un buon momento per guardare il mondo dei social "da fuori" e in modo più critico. Poi tornerò e commenterò il libro sui social. (Elena Chiara Mitrani)

– consiglio di leggere racconti perché l’estate è quando "succedono le cose" e nelle raccolte di racconti succedono generalmente più cose, più storie, più feste da Paolino in due sul motorino. (Andrea Meregalli)

Antologia di Agatha Christie (trovato su una bancarella); perché sono al suo secondo racconto ed è totalmente diverso dal primo. Sono curiosa di capire quali picchi raggiunge l'estensione del suo stile e della sua fantasia. (Sara D’Agostino)

La ragazza di Bube, Carlo Cassola, Mondadori; perché è uno degli ultimi acquisti con cui ho ingrossato le fila dei libri da far impolverare sul comodino. (Andrea Camillo)

Lo straniero, Albert Camus, Bompiani; la storia c'entra con la spiaggia, è divertente, fa riflettere e a mio parere, pur essendo scritto così così, è bellissimo. (Leonardo De Luca)

– ho un bel Memorie di Adriano piazzato là in attesa di insabbiarsi; più volte iniziato, vediamo se ora ce la faccio. (Amelia Cartia)

2666, Bolaño, Adelphi: anche io sono per i mattoni da spiaggia (unico momento in cui puoi permetterti di leggere con vera continuità) e poi questo ha i morti quindi non è proprio come l'Ulysse di Joyce, e poi Bolaño è incredibile. (Eva Brugnettini)

Vita e destino, Vasilij Grossman, Adelphi; lo leggerò ad agosto perché è il mese più tranquillo dell'anno. Per affrontare mattoni come questo, ho bisogno di tranquillità. Tanta. (Danilo Zagaria)

– la trilogia di Moresco (Gli esordi, Canti del Caos e Gli increati); perché non riesco più a convivere con il fatto di non averlo ancora letto. (Elena Biagi)

E voi, cosa metterete in valigia? Mattoni o viaggiate leggeri?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

2 Commenti
  1. Zizek però è un parolaio terribile. Fa alla sua (?) filosofia quello che io faccio alla mia Punto usata di quasi 200.000 Km: la tratta male e senza rispetto perché non la vuole nessuno.

  2. Gelato sammontana, la mia estate italiana.
    La pubblicità del 2014 però diceva il vero, l’estate è dove accadono le cose, per questo preferisco sempre leggere racconti (sempre fantasy o introspettivi) più avventurosi e con una bella manciata di azione. E tanti piccoli racconti fanno proprio al caso mio (ad esempio posso consigliare Il Seggio Vacante tra il genere Raccolta)
    Buona letteratura a tutti.
    (Probabilmente mi ammazzerò lo stesso di manga)