Leggere fa bene, anche a Pasqua

Un tempo ci dicevano «una mela al giorno toglie il medico di torno». A cosa faceva bene di preciso quella famosa mela, nessuno si è mai preso la briga di spiegarlo; neppure perché facesse bene, se è per questo. Poi, per chi non ama le mele, la questione potrebbe anche diventare fastidiosa. E infine, quali mele? Cotogne, renette o va bene una qualsiasi tipologia? Io non ci ho mai capito molto, e alle mele preferisco i libri, quindi vi riporto felice che leggere fa bene. Non è la scoperta dell'acqua calda, ne sono conscia, che leggere faccia bene è facile intuirlo. Ma in quale misura? E a cosa precisamente? Una serie di studi, riportati dal blog Sheer Balance, ci forniscono la risposta in quattro punti.

In primis, chi legge narrativa, rispetto a chi si cimenta con altri generi, e, soprattutto, a chi non legge affatto, ha più doti comunicative e maggiore empatia. Ciò, secondo gli scienziati, dipende dalla grande possibilità, offerta dalla letteratura, di creare nuovi mondi e nuovi sé. La seconda conclusione, forse opinabile, è che chi legge di più scrive meglio, anche in tutte le situazioni della quotidianeità. In effetti, noi lettori siamo famosi per le nostre argutissime liste della spesa.

Con il terzo punto arriviamo a un aspetto davvero interessante: per leggere si devono attivare contemporanemente diverse aree del cervello, le stesse coinvolte nel meccanismo della memorizzazione. Quindi, le persone dedite regolarmente alla lettura, hanno diritto a una buona memoria. A tutti i lettori sbadati, che dimenticano constantemente le chiavi di casa, il compleanno dell'amico, la pappa per il micio e altre amenità varie: mi dispiace, non avete più scuse. Infine, chi legge è statisticamente una persona più attiva nel sociale o nel mondo del volontariato, culturalmente e politicamente interessata. Una bella personcina, insomma, con la qualità della vita più alta.

Siete contenti? Non lo so, ma a prescindere da tutti i possibili studi, io aggiungo il quinto punto. Leggere è bello, e a noi piace così. Buona Pasqua e, soprattutto, buone letture a tutti!

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

1 Commento
  1. Sono mezze verità. Penso che principalmente bisogna saper leggere, non basta passare gli occhi su una pagina, serve saper capire ritornando sul testo, rileggendolo semmai una seconda volta. Ci si può forse arrivare tanto dopo la lettura di due soli libri come dopo cento. Per questo il semplice leggere non rende una persona migliore degli altri o migliore di com’era prima di passare per 10 libri. Si può benissimo essere una bella persona empatica e comunicativa senza leggere tanto oppure per niente.