Guida (non convenzionale) alla lettura dell’Ulisse di Joyce

Illustrazione di Marco Barbieri

«Adoro i film di Fellini!»

«Mi spiace, non ho mai visto nemmeno una puntata di Beautiful»

«Ah, l’Ulisse di Joyce! Certo che l’ho letto»

Eccovi alcune delle bugie più comuni che vi avranno certamente propinato almeno una volta nella vita. Tralasciando le prime due, quella che maggiormente ci preme è la bufala inerente al colosso joyciano per eccellenza, l’Ulisse. Pochissimi lo hanno letto davvero, alcuni dicono di averlo fatto ma mentono, molti l’hanno iniziato e si sono arenati come foche monache e moltissimi, infine, affermano categorici che non lo leggeranno mai perché “troppo pesante”.

A noi, invece, è venuta voglia di affrontare il famigerato tomo e abbiamo deciso di iniziare l’avventura proprio oggi che, come tutti di certo sapete, è il Bloomsday, il giorno in cui l’eletta schiera di chi l’Ulisse l’ha letto davvero può finalmente sbattere in faccia al mondo l’eroica impresa (tirandosela tantissimo).

«Voi siete pazze!» diranno subito i nostri piccoli lettori, e forse tutti i torti non hanno, ma qui le chiacchiere stanno a zero: vogliamo entrare a far parte della cricca di Leopold Bloom, e ci riusciremo!

***

Perché leggerlo?

Perché l’Ulisse è un libro pop, non è un’opera highbrow come tutti vogliono farci credere (se non credete a noi chiedete pure conferma a Virginia Woolf), e lo vogliamo affrontare tenendo ben presente questa cosa; dopo tutto, è una verità universalmente riconosciuta che la letteratura è noiosa ma leggere è fico.
Poi, come ha detto il nostro Luigi, «l'Ulisse è sì un viaggio, ma un viaggio per viandanti pazienti, una fatica intellettuale ma soprattutto di corpo, un viaggio d'amore»: chi non ha voglia di affrontarlo, tale viaggio, dopo un commento così?
Infine, il parere dell’esperto: noi abbiamo cianciato abbastanza, adesso i perché ve li facciamo raccontare da Enrico Terrinoni, esperto di Joyce e traduttore della nostra edizione preferita. 

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/ContentItem-39bfacd5-a90d-47f3-8eb0-ed657d3b34f1.html

Equipaggiamento

  • Carboidrati, tanti carboidrati, e magari un po’ di vino per farli scendere meglio (rosso o bianco a vostra totale discrezione). Vale anche la birra, purché rigorosamente Irish.
  • Se proprio volete fare le cose in grande (e se avete un po’ di dimestichezza con l’inglese), la versione in lingua originale della Penguin curata da Declan Kiberd con le note. Reperirla non è stato facilissimo, su Amazon non c’è e nelle librerie si trova solo quella non annotata (evidentemente il mondo è pieno di gente che legge l’Ulisse – pardon, Ulysses – senza commenti, beati loro), ma alla fine l’abbiamo trovata su IBS (true story). 
  • E per i più tecnologici c'è anche l'audiolibro, sempre in inglese. 

Cose da fare

  • Tuffate il piedino nell’acqua: se siete neofiti di Joyce, date una letta a qualche opera un po’ più “snella”, tipo Eveline o qualche altro racconto di Gente di Dublino. In questo modo entrerete subito in confidenza con lo stile e le tematiche principali del nostro amato James.
  • Haaaaaave you met James? No? Allora sarebbe proprio il caso di farlo. Informatevi sulla sua vita e sul contesto politico e socioculturale nel quale è nato e cresciuto. Non è necessario sapere ogni minimo dettaglio come se doveste dare un esame all’università, ma un’infarinatura generale vi permetterà di carpire più facilmente i numerosissimi riferimenti disseminati nel testo. 
  • Prendetevi il tempo che serve e leggete non più di un capitolo al mese. Nessuno vi omaggerà con il Premio della Critica per aver letto l’Ulisse in tempi record, anzi, meno capirete e più sarà difficile andare avanti senza demoralizzarvi.
  • Leggete tutti i commenti (senza barare!). Poi, se proprio volete fare le cose in grande, potete consultare il saggio Attraverso uno specchio oscuro. Irlanda e Inghilterra nell’Ulisse di James Joyce, sempre del buon Terrinoni. 
  • L’unione fa la forza! Organizzate un gruppo di lettura o accordatevi con qualche amico, in modo da avere validi supporti e compagni d’avventura. Come abbiamo detto, la lettura dell’Ulisse è un vero e proprio viaggio, e un viaggio affrontato insieme è sempre più divertente. 
  • #NonMollyamo. Se proprio non riuscite a trovare nessuno con cui condividere le gioie e i dolori di questa impresa don’t worry, potete sempre contare su di noi: rispondiamo 24/7 all’hashtag #NonMollyamo su tutti i socialcosi dell’intera internèt. 

Cose da non fare

  • Leggere in maniera disordinata o discontinua: eh sì, un po’ di metodo è necessario. Datevi un certo numero di pagine al dì, senza strafare; se, invece, la sola idea di stabilire un minimo giornaliero vi fa venire mal di pancia, cercate quantomeno di mantenere un buon ritmo di lettura. L’Ulisse non è un romanzo da frequentare un giorno sì e dieci no.
  • Saltare le note. No, seriously, davvero pensate di potervi permettere di non leggere i commenti di gente che ha studiato l’Ulisse per anni? Ecco.
  • Leggere l’Ulisse su metro, tram, corriere, aeroplani, navicelle spaziali: diamine, vi volete concentrare? L’Ulisse va letto a casa, in poltrona, anche perché vi sfidiamo a portarvi appresso una zavorra di un paio di kg e di centinaia e centinaia di pagine.
  • Vivere a pane e Ulisse: concentrarsi solo sull’Ulisse senza alcun tipo di svago potrebbe, paradossalmente, non agevolare l’avventura. Via libera, quindi, a letture parallele più leggere, così da potervi riposare un po’ in caso di necessità (se vogliamo rimanere in ambito anglofono noi, da vere fanatiche, vi consigliamo la saga di Bridget Jones).
  • Rinunciare ad avere una vita sociale: vedi sopra. Credeteci, Leopold vorrebbe proprio questo, sapervi in giro per pub a darci sotto di birra e pasticci di rognone. Ecco, magari evitate di cornificare il vostro partner, che non è educazione.
  • Ma soprattutto non fatevi intimidire dai disfattisti che «tanto non ce la farai mai». Tsk.

Insomma, noi siamo motivate, ci siamo messe la tuta e le scarpe comode e siamo pronte a scarpinare assieme a Leopold per tutta Dublino. Chi si unisce? Sappiate che, comunque vada, noi #NonMollyamo.

(Qui c'è Joyce che legge un brano dell'Ulisse, come fate adesso a dirci di no? Say yes!)

Alessandra Ribolini

Traduttrice e teacher, ma soprattutto wannabe finta bionda senza averne l'aria

4 Commenti
  1. Un capitolo al mese significa 18 mesi, un anno e mezzo.
    Come ritmo mi sembra una pura follia.
    Leggerlo in lingua originale è come leggere l’Odissea in greco antico. Roba da ricovero per esaurimento fisico e nervoso.
    E poi perché leggerlo tutto? La minzione di Stephen a Sandymount Strand, verso la lontana silhouette di Howth, francamente non mi appassiona granché.
    Mi ha intrigato molto di più la mia personale minzione in cima alla collina di Howth, mentre contemplavo la baia di Dublino dall’alto, dopo una salutare escursione con amici.
    E, da buon comasco, mi appassionano sommamente le mie liberatorie minzioni e defecazioni campagnole di fronte alla spettacolare doppia fuga delle Retiche e delle Orobie, nell’Alto Lario Occidentale. I am sure you are able to understand such a delight, unless you prefer being considered a strange animal without any hope of ever being able to be part in a civilized epicurean society. bye. Alberto.