Leggere un libro al giorno per un anno? Si può fare!

Giusto un paio di giorni fa nella nostra rubrica "Dalla parte del lettore" ci siamo soffermati sul vizietto, a metà tra il maniacale e il narcisista, che abbiamo noi lettori di bullarci del numero di libri letti in un anno. In questi anni di lifelogging spinto, abituati come siamo a contare le foto scattate in un anno o le ore di sonno, il fatto di tener conto dei libri e delle pagine lette non risulta poi così bizzarro né tantomeno difficile. Ma non tutti i lettori sono uguali, nemmeno nel contare. 

Il lettore di cui vi voglio parlare oggi appartiene senza dubbio alla tipologia dell’invasato, quello che va giù di testa per il numero di libri letti. Anzi, risulterebbe invasato al peggiore degli invasati. Sto parlando di Jeff Ryan, che forse qualcuno di voi ha già sentito nominare, divenuto famoso per aver scommesso che nel 2012 avrebbe letto un libro al giorno. Più che una scommessa si trattava di un buon proposito di inizio anno. Che obiettivi si può dare una persona che non è in sovrappeso, non ha dipendenze da droga-alcol-fumo, viaggia tanto e ed è soddisfatto del proprio lavoro? Dopo averci pensato a lungo, Ryan ha deciso di spuntare il numero maggiore di voci dalla sua lunghissima lista di letture da fare. Come? Leggendo 366 libri in un anno, appunto. 

Obiettivo raggiunto, a giudicare da quanto racconta lo stesso Ryan. 

Come diavolo ha fatto, vi starete chiedendo. Andiamo per ordine.

Innanzitutto, una premessa alla quale Ryan tiene molto: egli dichiara di avere un lavoro full-time e di essere un buon padre e un buon marito (vorrei tanto fare due chiacchiere con sua moglie). Non un sociopatico né un nullafacente, quindi. Probabilmente soffre di insonnia, vi starete dicendo.  Niente di tutto questo, a sentire lui è solo una questione di metodo e di seguire un paio di regole. 

Regola numero uno: niente min-maxing, ovvero non concentrare tutta la propria vita su quell’unico aspetto, tralasciando tutto il resto. Regola numero due, come ci potevamo immaginare, scegliere libri brevi; questo non significa rinunciare a Tolstoj, ma scegliere un racconto come Denaro falso al posto di quel mattone di Guerra e Pace. Inoltre, bisogna sapersi imporre delle rinunce; Ryan non ha ascoltato musica per un anno, solo audiolibri! Niente videogiochi né DVD. Altro consiglio: variare la propria dieta letteraria, inserendo abbondanti dosi di quello che definisce junk food: storie di zombie, vite di vecchie star hollywoodiane, libri sui videogiochi, fumetti Marvel. Alternati a Virginia Woolf, Umberto Eco, Thomas Hardy, Alice Sebold…

Infine, per rimanere in quota, ha rinunciato a leggere qualsiasi altra cosa che non fossero libri: niente Facebook, dunque, né Twitter né magazine on e offline. 

Ryan non è nemmeno il primo a portare a termine questo esperimento; prima di lui, nel 2009, c’era riuscita Nina Sankovitch, che aveva poi raccontato la sua esperienza in un blog. In homepage troviamo un decalogo per chi volesse leggere tutto il giorno:

  • avere sempre un libro con sé; 
  • leggere mentre si aspetta, si mangia, ci si allena, prima di dormire e prima di alzarsi; 
  • leggere invece di aggiornare Facebook, guardare la TV o passare l’aspirapolvere;
  • leggere mentre si passa l’aspirapolvere;
  • leggere in gruppo, con il gatto o con il cane;
  • avere una tabella di marcia, anzi di lettura.

Non so voi, ma io leggendo tutto questo mi sono un po’ spaventata. E voi come la pensate? Vi divertono i buoni propositi letterari? E avete dei segreti per leggere di più?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

6 Commenti
  1. … ammetto che non ho proprio una vita sociale intensissima, ma non mi pare poi così assurdo leggere un libro al giorno, se ci si limita a libri relativamente brevi ò_ò.
    Più che altro mi fa un po’ strano un simile proposito, schiaffato insieme ai ‘bere di meno’ o ‘alzarsi presto al mattino’ come fosse un dovere e non un piacere…. comunque, libro sempre in borsa, leggere mentre si mangia e prima di dormire. E nella vasca. E sul water. E nelle pause-studio.