Liberi di leggere!

Photo credit: www.ala.org

Avete presente quando si criticano ricorrenze come l’8 marzo, sostenendo che la donna dovrebbe essere festeggiata tutti i giorni? Lo stesso vale per la festa della mamma, quella del papà, dei nonni, dei pigri, di San Valentino e qualunque altra cosa ci si possa inventare. Vero è che queste giornate male non fanno, e se è indubbio che la libertà di leggere dovrebbe essere osannata tutti i giorni, non ci dispiace sapere che da ben trent’anni esiste non una data ma un’intera settimana dedicata alla sensibilizzazione su questo argomento, che come ben sappiamo, è ancora incredibilmente attuale.

Parliamo della Banned Books Week, che si tiene dal 30 settembre al 6 ottobre e che coinvolge ogni anno centinaia di librerie e biblioteche negli Stati Uniti per richiamare l’attenzione sul problema della censura culturale e sulla libertà di espressione. Istituita nel 1982 per far fronte ad un preoccupante incremento nel numero di libri banditi nelle librerie e nelle scuole americane – secondo i dati della American Library Association circa 11.300 libri sono stati contestati da allora- la settimana prevede esposizioni, "adozioni" e letture, anche virtuali, di romanzi messi al bando, nonché una celebrazione della letteratura erotica che già nel titolo cita il caso letterario dell’anno. Il New York Times si fa promotore anche di un’iniziativa per coinvolgere i lettori che vogliano attivarsi personalmente per celebrare la liberazione della letteratura. A proposito, se volete aderire su Twitter, potete dire la vostra qui #bannedbooksweek

Quali sono dunque i contenuti indigesti a parte dell’opinione pubblica americana? Nella lista dei libri finiti sotto accusa nel 2011, le ragioni ricorrenti sono: linguaggio offensivo, opinioni religiose, tematiche sessuali esplicite, violenza occulta/satanica, droga, razzismo. Tra gli incriminati del 2011, oltre a Fifty shades of Grey, figurano la trilogia di The Hunger Games di Suzanne Collins, Gossip Girl di Cecily Von Ziegesar (potreste immaginare titoli meno pericolosi?) ma anche un classico come Il buio oltre la siepe, accusato paradossalmente di avere contenuti razzisti.

La censura risulta ancor più detestabile se pensiamo che tra i classici che hanno incontrato resistenze e ostracismo all’epoca della loro pubblicazione ci sono, come sappiamo, alcuni dei capolavori della letteratura mondiale, titoli come Il grande Gatsby, l’Ulisse, Lolita, Addio alle armi, Il pasto nudo e tantissimi altri.

E se negli Stati Uniti si può liberamente discutere dell’argomento, sappiamo che la situazione in altri paesi è decisamente più difficile. Per citare due esempi recenti, basti pensare al boicottaggio dei libri giapponesi in Cina o all’inasprimento della fatwa contro Salman Rushdie a quasi venticinque anni dalla pubblicazione dei Versi satanici

Finzioni si unisce dunque alle celebrazioni e augura una buona settimana (vita) di libera lettura a tutti! Voi cosa fate di bello per festeggiare?

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

3 Commenti