Liberi libri in libero stato

L'adagio dice che, quando tutto va male, ci si può consolare pensando che c'è qualcun altro che sta peggio. Oppure, altro modus pensandi che male non fa se si vuol guardare il bicchiere mezzo pieno, riguarda la sfera delle possibilità, ossia il "ci poteva andare peggio". Ecco, quando lo sconforto vi attanaglia le membra per quella legge Levi che – detto banalmente – riduce gli sconti massimi sui libri, pensate che almeno adesso li potete comprare, anche se a venti euro, quei libri.

E quando il doloroso lamento per la mancanza di libertà individuali vi stringe la gola, pensate ai giorni che furono in cui potevate finire in gattabuia (al tempo andava di moda chiamarla così) per aver letto una paginetta scandalosa che la legge proibiva. E non è che si parla di Mein Kampf o del pamphlet norvegese su come far fuori un sacco di ragazzi per instaurare un regime nazionalsocialista nel segno di Odino, si parla di D.H. Lawrence o William Burroughs, che in confronto agli autori dei sopracitati testi sono una cosa tipo Hansel e Gretel (tanto per rimanere nell'ambito nordico). L'Independent, per aiutare i lettori facili al pessimismo a vedere un raggio di sole anche in un misero 15% di promozione, ha stilato una lista di libri per cui potevate passare un po' di notti al fresco fino a non poco tempo fa, e che invece adesso potete prelevare tranquillamente dagli scaffali delle librerie di tutto il mondo o quasi, e magari vi conferiscono pure un'aria intellettuale che male non fa.

Oltre ai già nominati autori (L'amante di Lady Chatterley poté essere venduto in America e Inghilterra solamente dal 1960), la lista comprende Fahreneit 451 – chiamasi ironia della sorte – che venne censurato da quel politico tanto moderato che risponde(va) al nome di McCarthy, Lolita per ragioni che non stiamo qui ad elencare (che poi magari ci infervoriamo troppo e ci censurano Finzioni), e Le 120 giornate di Sodoma del morigerato De Sade (anche qui evitiamo ovvie spiegazioni). Tra gli altri titoli, meno ovvi dei precedenti, ci piace citare Addio alle armi, proibito a lungo in Italia per l'offensiva descrizione che offriva della battaglia di Caporetto e Il Principe di Niccolò Machiavelli, insospettabilmente censurato da quel monarca illuminato che sognare il mondo faceva: il caro vecchio Papa.

Quello del 1559 eh, mica questo, che poi ci denunziano.

Davide Coppo

Davide Coppo

Davide Coppo ha 24 anni e la barba. È laureato in Lingue e Letterature Straniere. È milanista, scrive per il magazine bimestrale Studio e gli piacciono le ragazze con i capelli corti, gli Smiths, il Beefeater, Anthony Burgess, John Fante, Carver e altra gente presa male.

1 Commento
  1. Una giornata di Ivan Denisovic di Solzenjcyn che venne diffuso fuori dai Paesi della “cortina di ferro” solamente per viìe rocambolescche, ora è parte della dispensa scolastica russa se non sbaglio.