Libri abbandonati a metà: ecco quali sono e perché li “molliamo”

Noi lettori siamo fatti così: esigenti, volitivi, annoiati, incostanti. Un libro deve farsi notare tra migliaia, ci deve stuzzicare fin dalla copertina, sedurci con le promesse della trama, conquistarci dalle prime righe… e soprattutto, deve saperci tenere attaccati fino all’ultima pagina, se no si rischia la distrazione, la scappatella con un altro titolo che ha saputo attirare la nostra attenzione, a volte addirittura la rottura definitiva.
Consumato il tradimento, e ancor più dopo l’abbandono senza ritorno, subentra spesso il senso di colpa; pur consapevoli che scegliere di non finire un libro rientra tra i nostri diritti di lettori, non riusciamo a liberarci di un certo malessere. Consoliamoci, così fan tutti, o quasi. A riprova di ciò possiamo scomodare la nostra classificazione di tipologie di lettori e constatare che solo il lettore democristiano sfugge a questo meccanismo e la sua vita non è certo invidiabile.

Il social network Goodreads, forte di un bacino di 16 milioni di iscritti, ha deciso di indagare questa tendenza per scoprire quali sono i "most abandoned books" di sempre, e soprattutto le motivazioni dell’abbandono. Andiamo a vedere i risultati di questa indagine, ripresa ieri da Il Giornale. 

Partiamo dai libri più abbandonati. Tra i bestseller troviamo Il seggio vacante, la prima fatica letteraria non-potteriana della Rowling, colpevole di non rispondere alle aspettative dei lettori fedeli alle avventure del maghetto. Mollate a metà anche le Sfumature della James, incapaci di soddisfare le esigenze di un lettore troppo snob per finire il libro, ma non abbastanza da non comprarlo. Uomini che odiano le donne, il primo episodio della trilogia poliziesca di Stieg Larsson, vi rientra invece per la lentezza con cui (non) si arriva al clou della storia. 

Tra i classici "meno finiti" di tutti i tempi troviamo Moby Dick di Herman Melville, che come ben sappiamo rientra tra i libri più famosi e meno letti della storia della letteratura; un capolavoro, certo, ma anche un discreto mattone la cui trama può far pensare ad un libro per ragazzi, ma che si rivela essere decisamente impegnativo. Non è certo una lettura facile nemmeno l’Ulisse di Joyce, uno di quei libri che tutti hanno nella propria libreria e pochissimi hanno letto fino alla fine. Tra i cinque titoli meno letti troviamo anche Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, La rivolta di Atlante di Ayn Rand e Comma 22 di Joseph Heller (questi ultimi due, meno noti da noi, sono invece classici per il lettore anglosassone).

Passiamo ora alle motivazioni, anche se qualcuna è già emersa dalla rassegna dei titoli. Qual è la ragione per cui si giunge al punto di non ritorno, ovvero a abbandonare definitivamente un libro? Non è difficile indovinare che la maggioranza dei lettori (più del 46%) abbandona un libro quando è troppo lento e noioso, ma giocano un ruolo importante anche l’assenza di trama (8,5%) o una trama "stupida" (8,8%), o ancora una scrittura debole (18,8%) e in parte minore un cattivo editing (2,7%). Il 4,9% dei lettori dichiara di non poter proseguire la lettura di fronte a un protagonista detestabile (4,9%) mentre solo lo 0,5% si fa fermare dalla presenza di contenuti immorali.
Al contrario, le ragioni che spingono a continuare la lettura nei momenti più faticosi sono la voglia di scoprire come si evolverà la storia o la speranza che il libro si riscatti sul finale, ma anche una sorta di imperativo morale (e qui torniamo al punto di partenza!). Se sommiamo infatti le percentuali di chi dichiara di continuare a leggere perché portare a termine le cose è una regola di vita (36,6%), di chi lo fa perché è un’abitudine compulsiva (13,4%) e di chi deve per forza arrivare alla fine di un libro o di un film indipendentemente dalla qualità (7,4%), scopriamo che la stragrande maggioranza non molla per ragioni che nulla hanno a che fare con il libro in sé. Tra quelli che invece abbandonano, la maggior parte lo fa dopo 50-100 pagine. 

Ora passiamo la palla a voi: quali sono i libri che avete abbandonato nella vostra vita di lettori non democristiani? E soprattutto, cosa vi ha impedito di andare avanti? Io confesso di aver lasciato dopo poche pagine Dalla parte di Swann, il primo capitolo della Recherche di Proust, senza nemmeno opporre troppa resistenza. Grazie a Dio ci sono i Monty Python!

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

7 Commenti
  1. Francesca c’ho Pocket pieno di articoli tuoi. Prenditi le ferie o non riuscirò mai a mettermi in pari!

  2. Leonardo carissimo, io vado in ferie solo se mi ci manda la mia capa, e la mia capa è una donna molto esigente, quindi rassegnati a metterti in pari
    😉

  3. Ricordo ancora Treno di Panna di De carlo: due p..le così.
    ps giusto a fine maggio ho iniziato la recherche e mi avvio di slancio a continuare con la parte di guermantes….

  4. Ok!
    Un libro che ho lasciato due o tre volte e davvero non riesco a spiegarmi il perché è Mattatoio n.5
    Vonnegut mi piace, le prime pagine sono anche divertenti. Mistero.

    Raramente prendo la decisione di abbandonare un libro: più semplicemente non trovo un motivo che mi spinga a riprenderlo. Di solito è la mancanza di una trama, di qualche interrogativo da sciogliere. Per esempio DURANTE la lettura dei libri di Philip Roth mi diverto un sacco, però se invece che sul comodino lo appoggio sulla libreria è finita.

  5. Al primo posto c’è il Signore degli anelli. Non so più quante volte l’ho iniziato. Al massimo sono arrivato a un’ottantina di pagine non di più.