Libri da rottamare: sono affari, baby!

Non si rottamano solo le macchine: ora anche i libri. Tanto che i giapponesi prima e gli americani poi ne hanno fatto un business.

L’idea è venuta a un tale Yusuke Ohki. Temendo che un terremoto potesse far cascare i duemila libri della sua biblioteca sulla testa dei propri figli, uccidendoli, ha deciso di scansionare pazientemente pagine su pagine sostituendo così la libreria della propria casetta di Tokyo con un grande archivio digitale sull’iPad. Tolto il dente, via il dolore. Questo succedeva nel 2010. Il problema è che l'anno dopo il terremoto c'è stato realmente: di case, scaffali e libri ne sono cascati a bizzeffe. E i morti causati da libri crollanti ci sono scappati davvero. Di necessità affari, dunque. Ed ecco che Yusuke Ohki ha pensato bene di creare una società apposita, la Bookscan, che si occupa di digitalizzare e mandare al macero i libri. E ci ha fatto una fortuna: i giapponesi si sono dati alla rottamazione a tutto spiano, onde scongiurare pericoli futuri. In rete circola anche un video (molto japan, vedrete) che illustra la mission della società.

Gli Stati Uniti si sono aggregati in men che non si dica e, con motivazioni meno nobili (leggi: fate spazio nelle vostre case, americani!), hanno fondato la 1Dollarscan. Vale a dire un dollaro per ogni 100 pagine scansionate. Basta spedire i libri e lo staff della 1Dollarscan provvede a digitalizzarli convertendoli in file pdf, per poi mandare la carta al massacro. Non si sono fatte attendere le polemiche sul copyright sollevate dall’Economist e le proteste etiche dei puristi della carta, quelli, per intenderci, che hanno battagliato anche contro le biblioteche americane per la microfilmatura di libri e giornali.

Un tantino esagerati, forse, ma così dannatamente romantici…

Francesca Giannone

Francesca Giannone

Redattrice e giornalista. Seguace della letteratura americana, di Truffaut e del tabacco Pueblo senza additivi. Ha un sogno irrealizzabile: bere una bottiglia di Negroamaro salentino insieme a Richard Yates e Raymond Carver.

3 Commenti
  1. la questione è più spinosa: che ne faremo dei nostri libri digitali quando i loro supporti saranno tecnologicamente obsoleti?

  2. Già, Giuliana. Hai fatto un’osservazione più che giusta. Gli ebook diventeranno sempre più interattivi e multimediali, ergo saremo costretti a comprare ereader sempre più nuovi che li supportino. Sai che ti dico? Nel dubbio io i miei cari vechi libri cartacei me li tengo stretti…