Libri, poligamia e scappatelle

(photocredit: laprimeraplana)

 

Avrei potuto cominciare parlando di vantaggi e svantaggi di monogamia e poligamia, facendo ironia sul poliamore, machismo a go go sugli harem e preparare una bella tavolata per un'infiammata discussione carica di malintesi, passi falsi, maschilismo e femminismo. Sarebbe stato divertente, ma avrei concentrato la vostra attenzione solo sull'uso comune del termine poligamia, anziché coglierne l'applicazione in ambito librario.

Lo spunto mi è stato dato da un articolo di Swapna Krishna su Bookriot in cui l'autrice si professa, per l'appunto, poligama. E ovviamente non nel senso coniugale del termine, ma come lettrice. Una lettrice poligama. Ci si riferisce all'attitudine di leggere più libri contemporaneamente, che è un po' una di quelle cose che dividono i lettori tra estremisti indignati e possibilisti convinti. La bibliografia finzionica è in tal senso molto ricca. La nostra Licia scrisse della sindrome del contemporaneamente affidandosi per l'occasione ad Alfonso Berardinelli, ma se volete avere un quadro più ampio per quanto riguarda vizi e vezzi dei lettori, Jacopo Cirillo ha parlato dettagliatamente di chi finisce o non finisce i libri, di chi li accumula e di chi leggiucchia. Credo che questi vari profili siano tutti un po' cugini del lettore poligamo, una figura tra il mitologico e il professionale che spesso suscita sgomento quasi come quelli di io prima di cominciare il libro leggo subito il finale.

Fin qui si tratta solamente di legittime abitudini. I lettori monogami, però, tra le maglie della fedeltà coniugale al loro unico romanzo in venerata lettura sul comodino, non mancano di farsi incuriosire dai poligami, che li sgomitano come l'amico malizioso pronto a raccontarti quanto sia bello avere l'amante. È possibile leggerne più di uno? Ma non è scomodo? Ma non ti confondi? Diverse filosofie e diverse titubanze. La cosa interessante della teoria di Swapna è che nella sua incallita poligamia c'è un rigore, una gerarchia. Quattro libri contemporaneamente ma nessun casino sul comodino. Non si tratta di afferrare il primo libro che hai vicino, né di sceglierlo come faresti con una sciarpa per intonarla al cappotto. Non è tradire, è moltiplicare la propria disponibilità. Mi rendo conto che tutto ciò suoni molto come giustificazione del marito pizzicato a letto con la segretaria, ma aspettate prima di giudicare.

La gerarchia di Swapna non è del tutto insensata. Il suo primo libro è la lettura vera, regular, quella portata avanti pagina per pagina. Si tratta solitamente di un titolo facile, o comunque che non obblighi a chissà quali sforzi intellettuali, meglio ancora se leggibile nell'arco di una o due sedute. Il secondo libro è più impegnativo, quello che lei chiama literary fiction. Il classicone, il Guerra e pace che vi promettete di leggere a rate durante tutta una stagione, da intervallare alle letture principali. Il terzo è un titolo di saggistica, utile per stemperare la narrativa infilando una cinquantina di pagine tra il regular e il literary. Al quarto posto non può mancare il chunkster, ovvero il mattone da cinquecento pagine da spizzicare come una serie tv in mezzo alle altre letture. Spesso avventurarsi in una lettura lunga diventa frustrante, perché si perde il gusto di arrivare alla fine in tempi brevi, la gratificazione vitale per molti lettori. Portando avanti il chunkster parallelamente ad altri libri più brevi, si prendono due piccioni con una fava. Per valutare la cosa, provate a prendere in prestito il modello Swapna e inserite qualcuno dei vostri titoli in giacenza sul comodino nei rispettivi quattro posti. Regularliterarynonfictionchunkster. Un romanzo, un classico, un saggio, un mattone. Oltre a una bella filastrocca potreste guadagnarci una vera svolta nella vostra carriera di lettori, oppure solo una sana scappatella letteraria, per movimentare un po' quel vostro comodino.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

2 Commenti
  1. Posso arrivare massimo alle prime due categorie in contemporanea, ma invertite. Cioè: il literary (toh, in questi giorni proprio Guerra e Pace!) è il primo filone che seguo nei maggiori momenti liberi della giornata. Mentre quello che definite regular (leggero e alleggerente) per me è l’intervallo che utilizzo in un particolare momento della mia giornata – non entro nei dettagli, ma forse avete capito 😀 –
    Mi piacerebbe introdurre il terzo livello, il non fiction, ma non ho abbastanza momenti liberi in una giornata… e non capisco fino in fondo la definizione del quarto livello. Cosa si intende per mattone, un libro di consultazione, per esempio “la storia della letteratura italiana”?