#Librinnovando 2012: il reportage di Finzioni

Il successone di Milano lo scorso novembre, nuovi temi e nuovi argomenti ed un pubblico ormai maturato. Il 27 e 28 aprile l'attesissimo appuntamento romano di Librinnovando aveva non poche responsabilità, prima fra tutte quella di cambiare marcia e portare la discussione sul futuro dell'editoria in avanti. Esperti ed appassionati, davanti ad un dibattito ormai vagamente e pericolosamente ripetitivo e senza uscita, si saranno infatti cominciati a chiedere: «Okay, ma adesso?». Librinnovando ha saputo rispondere? È quello che cercherà di chiarire questo breve reportage di Finzioni. Perché ovviamente Finzioni a Librinnovando c'era. 

Sabato mattina, giornata splendida e caldo fuori stagione. Un tempo più da mare che da convegni sull'editoria, ma l'appuntamento è di quelli grossi e così si rinuncia all'abbronzatura precoce che avrebbe fatto invidia ad amici e colleghi. L'appuntamento è alle 9.30, facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Tor Vergata, ma i tempi organizzativi dilatano un po' gli orari. Così nell'Auditorium "Ennio Morricone" si comincia con apertura e saluti. Luisa Capelli (professoressa di Tor Vergata e motore pulsante del Librinnovando romano) presenta gli interventi istituzionali mentre sul maxischermo fioccano i primi tweet con hashtag #librinnovando (qui trovate lo storify curato dai bookblogger di Ledita). Colpo d'occhio non da poco vedere i relatori parlare davanti ad una platea che non stacca gli occhi dai propri iPad, portatili e smartphone. Ma siamo nel bel mezzo della rivoluzione digitale, quindi perché ascoltare ciò che il relatore di turno dice quando posso seguire il suo intervento in tempo reale direttamente sul palmo della mano, tutto ordinato in comodi cinguettii da 140 caratteri?

Il primo intervento (uno dei migliori) è quello di Gino Roncaglia, che risponde alle domande della Capelli parlando della differenza fra Italia e mondo anglosassone, fra gli editori, il mercato editoriale e i lettori che (non) abbiamo noi e quelli che hanno loro, menzionando anche la necessità di creare infrastrutture e competenze per evitare di dover aspettare dieci anni prima di un vero cambiamento. Segue poi l'intervento dedicato all'e-learning in cui Dianora Bardi, rischiando una nomina per acclamazione come Ministro della Pubblica Istruzione, ha quasi dovuto precisare che il suo Liceo Lussana si trova a Bergamo e non a Helsinki, senza che tutti l'abbiano in realtà bevuta. Insieme a Dino Baldi di Giunti Scuola, Agostino Quadrino di Garamond Edizioni e Stefano Capezzuto del fichissimo Oilproject, il tavolo coordinato da Nicola Cavalli rimane probabilmente il punto più alto dell'edizione romana di Librinnovando, sia per contenuti che per esposizione ed organizzazione. L'ottimismo è salito a livelli vertiginosi quando Quadrino ha buttato lì un accenno sulla possibilità di lavoro in Garamond, vedendosela poi brutta a causa di un lancio brutale e forsennato di curricula dalle ultime file. Forse anche a causa di questo entusiasmo, l'intervento successivo sul futuro delle biblioteche è apparso un po' fiacco, con qualche guizzo proveniente solo da Giulio Blasi di Media Library Online.  

La pausa pranzo arriva giusto quando qualcuno, in preda alla fame, comincia a rosicchiare la custodia del proprio iPad. Rifocillato a dovere, Librinnovando nel pomeriggio si infiamma di brutto ed entra nel vivo. Un tavolo che più poliedrico non si può attacca a parlare del prezzo degli ebook. Giorgio Spedicato dell'Università di Bologna ammalia tutti dimostrandosi una vera e propria bestia da palcoscenico, conquitando il pubblico con la sua impeccabile e lucidissima spiegazione sulla querelle tra Amazon e Apple che ha offerto anche ottimi spunti su anti-trust, cartelli e altre cose con cui rimorchiare agli aperitivi. Seguono, moderati da eFFe di Ledita, i contributi di Marco Ghezzi di Bookrepublic e Daniele Di Gennaro di minimum fax, ma il grosso dell'intervento si sviluppa con le domande dal pubblico. E qui comincia il bello. Microfoni che schizzano da una parte all'altra, con domande incalzanti e una discussione che diventa scoppiettante (i soldi so' soldi!). L'eccitazione generale non accenna ad attenuarsi ed anzi movimenta ed impreziosisce anche l'ultimo degli interventi, quello inerente al self-publishing. Simone Ghelli di Scrittori Precari modera il tavolo con Andrea Libero Carbone di :duepunti edizioni, Sergio Covelli di Self-publishing Lab, Edoardo Brugnatelli di Mondadori e Marco Manicardi di Barabba Edizioni, vincitore morale indiscusso di questo Librinnovando che ottiene un applauso infinito, con Tor Vergata che si tramuta in Cannes. 

Ebbene, il Librinnovando di Roma fa il suo dovere e dimostra di aver fatto tutti i compiti per casa. A parte qualche punto morto e alcune discussioni che hanno rischiato di perdere la bussola, specie nel self-publishing, l'unico rammarico reale riguarda la partecipazione forse un po' al di sotto delle aspettative, con l'auditorium  occupato a macchia di leopardo. Un peccato, visto il lavoro encomiabile degli organizzatori e in particolare di Luisa Capelli e dei suoi studenti di PUB (degni di nota i video da loro realizzati per la campagna promozionale). Non farti stendere dal futuro, era questo lo slogan. Rispetto a novembre Librinnovando è cresciuto, è più maturo e ha dimostrato di avere le spalle larghe per sostenere un dibattito attento e lucido, aggirandosi tra ostacoli e pantani. Più che di futuro, però, è bene che si cominci a parlare di presente, evitando così il rischio di collocare il dibattito sempre e solo in prospettiva, dimenticando di doverlo edificare a partire dalle basi attuali. I presupposti ci sono e lasciano ben sperare.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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