Mad Men addicted? Non sei più solo

Pochi giorni fa è andata in onda negli Stati Uniti l’ultima puntata della quinta stagione di Mad Men. Premessa: niente spoiler nei commenti perchè io non l'ho ancora vista! Essendo abituata a spararmi quattro o cinque puntate a sera ho deciso di tenermela tutta per questo weekend, che sarà forse il più bello della mia vita. So tuttavia come vi sentite perchè ci sono già passata e voglio lanciare un messaggio a tutti i Mad Men addicted che non sanno come impegnare le proprie serate e che non trovano un senso nelle loro giornate senza Don: non siete soli. I libri ancora una volta ci vengono in aiuto. E voi direte, ma che c’entrano i libri? C’entrano sempre.

Alcuni mesi fa, infatti, avevamo scoperto che anche i pubblicitari di Madison Avenue leggono tra uno scotch e l'altro, grazie a una lista pubblicata dalla New York Public Library che elencava tutti i libri comparsi come cameo nella serie. Abbiamo visto nomi come Ray Bradbury e Thomas Pynchon spuntare da colorate librerie, Don a letto con Bernard Malamud o John Le Carré (e per una volta non con una bionda) e di nuovo Don leggere William Faulkner, stavolta con un'amante. Non ci ha stupito che Betty Draper prediligesse F. Scott Fitzgerald e che L'amante di Lady Chatterley passasse di mano in mano tra le occhialute centraliniste della Sterling Cooper.

Ed ora che sappiamo cosa leggevano, possiamo curare la nostra malinconia a suon di libri, creando un Mad Men Book Club virtuale che ci aiuti a sentirci un po’ più vicino a Don & Co, immergendoci nelle loro stesse letture. E’ la proposta lanciata dal Daily Beast, che ha stilato un elenco di libri che ci porteranno dritti agli anni '60. Un modo per capire meglio un decennio, attraverso i romanzi che l'hanno contraddistinto. Titoli come Franny and Zooey di J.D. Salinger, pubblicati per la prima volta come racconti separati dal New Yorker negli anni '50 e poi divenuti bestseller per Little, Brown nel 1961. O La campana di vetro di Sylvia Plath, una voce fuori dal coro in un’epoca in cui la vita delle donne negli Stati Uniti era più simile a quella della casalinga frustrata Betty Draper che dell'indipendente copywriter Peggy Olson (non per niente fu scritto nel 1963, ma pubblicato in America solo nel 1971). O, infine, Revolutionary Road (Richard Yates, 1961), ritratto amaro della famiglia e società americana di metà anni cinquanta. 

Insomma, qualche lettura per ingannare il tempo, in attesa che i nostri amici di Madison Avenue tornino al lavoro.

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

2 Commenti
  1. Credevo di essere l’unica pazza, a spararsi quattro/cinque puntate di seguito di Mad Men. E invece.
    🙂