Miller, Moore e Occupy Wall Street

image credits: slighltyburnedpants

Dopo il bel dibattito su zio Paperone, torniamo a parlare di fumetti, anche se stavolta lo facciamo fuori dal contesto Finzioni Kids. Stavolta si tratta di due icone non solo del graphic novel ma ormai anche della cultura pop mondiale, Frank Miller e Alan Moore, che, a colpi di dichiarazioni e risposte sui giornali, si sono scontrati sul movimento Occupy Wall Street. 

Frank Miller è quello di Sin City e 300, per citare solo alcune delle cose più note. La sua posizione politica, a destra, molto a destra, si intravedeva in molti punti dei suoi graphic novel (300 über alles, come spiegava benissimo anche Wu Ming 1 all'epoca dell'uscita del film di Snyder) ma nonostante questo si sono stupiti un po' tutti quando un paio di settimane fa Miller se ne è uscito con una dichiarazione in cui, riassumendo il tutto, definiva i manifestanti di OWS nient'altro che ladri, stupratori, fricchettoni nostalgici e altre amenità del genere.

Alan Moore è quello di V per Vendetta e Watchmen, sempre per citare solo una delle sue cose più note e, tenendo fede al fatto che il suo personaggio è diventato una delle icone dei manifestanti di tutto il mondo (ma Moore non percepisce alcun incasso dalla vendita delle maschere di V, avendo rinunciato ai diritti d'autore a riguardo), ha risposto prontamente a Miller criticando il suo lavoro (300, ma anche Sin City), dichiarando che la maggior parte del fumetto contemporaneo è schierata politicamente a centro destra, secondo lui, e difendendo i manifestanti di Occupy. Di seguito stralci della dichiarazione di Moore:

Saranno vent’anni che evito di guardare quello che produce Frank Miller. Penso che Sin City fosse misoginia vecchio stile, 300 l’ho trovato storicamente falso, omofobico e fuorviante. Direi che nella sua opera è da tempo evidente un tipo di sensibilità alquanto spiacevole. Dal momento che non ho nulla a che vedere con l’industria del fumetto, non ho niente a che fare neppure con la gente che la popola. Ho sentito delle sua dichiarazioni a proposito del movimento Occupy. È quello che mi sarei aspettato da lui.

(…)

il movimento Occupy non è altro che gente normale che rivendica diritti che avrebbero sempre dovuto avere. […] Si tratta di un grido di rivalsa morale totalmente giustificato, e mi sembra sia gestito in maniera intelligente e non violenta, che è forse uno dei motivi per cui non piace a Frank Miller. Magari se fosse stato un branco di giovani vigilanti sociopatici vestiti da Batman, gli sarebbero andati bene. Sì, direi che la pensiamo diversamente su questo tema.

(fonte traduzione: panorama.it)

Moore era e resta icona non solo letteraria ma anche politica, a sinistra, quanto a Miller la questione della sua diffusione si fa più controversa. «È come Celine», dice qualcuno «anche se è di destra resta un grande». Qualcun altro dice «Ma la questione non è che lui è di destra, è che anche quello che scrive è di destra. Anche l'opera, non solo l'autore. Fosse stato solo per le dichiarazioni…Ma anche l'opera in genere. Non l'ho mai apprezzato». Qualcun altro tenta di vedere stralci di non-destra in Sin City anche se è difficile. E voi, come la vedete? Siccome abbiamo scoperto che i dibattiti sui fumetti ci piacciono un sacco, il dibattito, anche in questo caso, è aperto!

Eve  Blissett

Eve Blissett

Prendi tutti i personaggi femminili di DFW, aggiungi 1/4 Hermione Granger, 1/4 di Margot Tenenbaum, 1/6 di Holden Caulfield, 1/6 di Daria Morgendorffer, e un pizzico di Dana Scully (per dire solo le prime cose a caso che mi vengono in mente). Aggiungi tatuaggi. Poi shakera come se non ci fosse un domani seguendo il ritmo di She's Lost Control dei Joy Division. And now, get drunk!

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