Buon compleanno al giovane Salinger

Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.

Ancora prima di partire per l'addestramento militare in vista della seconda guerra mondiale, Norman Mailer si era già convinto che avrebbe presto firmato il romanzo definitivo sulla grande guerra. Considerando che al tempo di tale presunzione Mailer non aveva ancora mai preso in mano un fucile, non sorprende troppo che Gore Vidal avesse poi detto de Il nudo e il morto che "si tratta di un falso. Intelligente, ricco di talento, bene eseguito, ma un falso". 

Jerome David Salinger è nato il primo gennaio del 1919. Quest'articolo parla dell'autore del Giovane Holden, ma inizia con Norman Mailer e i romanzi di guerra perché, in un certo senso, il Giovane Holden si trova nella stessa categoria di romanzi come Catch-22 di Joseph Heller, Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut o Il nudo e il morto di Mailer. Salinger fu tra i primi soldati americani ad entrare nel campo di concentramento di Dachau, partecipò allo sbarco in Normandia nella Utah Beach, combatté nell'Offensiva delle Ardenne e nel complesso fu testimone delle atrocità della guerra in misura di molto maggiore rispetto a molti altri suoi colleghi scrittori e coscritti. 

Iniziare l'anno nuovo con un pezzo su di lui mi pare di buon auspicio, fa venir voglia di infilarsi un berretto da cacciatore rosso in testa, piantare le mani nelle tasche del cappotto e avviarsi senza scopo per le vie di una città. Salinger è per noi italiani lo scrittore dall'enigmatica non-copertina bianca di Einaudi; è quel personaggio di cui non si conoscono che una manciata di fotografie, qualche ritratto giovanile dai capelli impomatati e, soprattutto, il volto infuriato di un vecchio sul punto di scagliare un pugno ad un fotografo invadente che lo riprende dall'alto al basso nella prospettiva di un uomo che sta per cadere; Salinger è anche quello degli "e tutto quanto", "eccetera eccetera", "e quel che segue", "vattelappesca", "e compagnia bella", insomma dei vari manierismi usati da Adriana Motti nella traduzione di The catcher in the rye, "e via discorrendo".

J.D. Salinger è morto poco meno di quattro anni fa, il 27 gennaio 2010, alla notevole età di 91 anni. Nonostante tale longevità, Salinger non ci ha lasciato molto da leggere, ma quel che rimane è oltremodo prezioso. L'opera di Salinger è racchiusa in poco più di dieci anni di attività: è del 1951 la pubblicazione del Giovane Holden e del 1965 la comparsa del suo ultimo racconto sulle pagine del New York Times. Del 1961 è il suo secondo romanzo, Franny e Zooey, e del 1963 Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione. Sparsi fra queste opere più corpose sono svariati racconti brevi, alcuni dei quali raccolti nel volume Nove racconti, uscito nel 1953.

Al cuore dell'opera di Salinger sono Holden Caulfield e la famiglia Glass. Holden è il sedicenne dal cappello da cacciatore rosso al centro di The catcher in the rye. Il giovane Holden racconta della sorte delle anatre di Central Park durante l'inverno, così come della giornata di Holden in giro per New York, dopo essere stato espulso da scuola. I Glass sono la famiglia di Franny e Zooey, di Seymour, Buddy, Walter, Waker e Boo Boo, la cui saga disfunzionale si sviluppa nel ritratto composito delle opere mature di Salinger.

Il nome di Salinger è tornato a far notizia pochi mesi fa, con la comparsa clandestina (in rete) di tre suoi racconti inediti che, per volere dell'autore, avrebbero dovuto vedere la luce soltanto nel 2060, a cinquant'anni dalla sua morte. La comparsa di queste tre opere ha sollevato un notevole polverone fatto di elucubrazioni sulla quantità di materiale inedito rimasto nei cassetti di casa Salinger, così come di questioni di etica riguardanti il rispetto del volere, della vita (e della morte) dello scrittore. Vero è che da lettori bistrattati da un autore misantropo, viene difficile non accogliere a braccia aperte la comparsa di queste piccole perle: che la devozione dei suoi lettori basti a lui come regalo di compleanno (anche se ciò probabilmente l'avrebbe disgustato), ma che a noi rimangano altre sue nuove pagine da leggere: buon compleanno J.D. Salinger!

Lorenzo Andolfatto

Sono lettore, traduttore, interprete e studiante. Mi occupo di cose cinesi nelle ore di lavoro, e di cose letterarie perlopiù americane nel tempo libero. Non sono ancora diventato musica da ascensore.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.