Note a margine, d’autore

Se seguite la nostra rubrica Dalla parte del lettore, saprete già che di lettore non ce n’è uno, ma ce ne sono tanti distinti tra loro da «un complesso meccanismo di posizioni, luoghi, riti e consuetudini della lettura libresca». La nostra classificazione attanziale delle tipologie di lettori non ha potuto certo ignorare uno degli atteggiamenti che più di tutti distinguono un lettore da un altro, lo scrivere sui libri, tanto che potremmo semplificare estremamente dicendo che i lettori si dividono in due categorie: quelli che riempiono i libri di note a margine, appunti e sottolineature, e quelli che piuttosto si taglierebbero un braccio. 

Oggi parliamo di alcuni lettori che fanno parte della prima categoria, ma che sono speciali in quanto loro stessi autori di successo. Flavorwire ci propone una gallery di immagini tratte da libri appartenuti a questi autori, con sottolineature e commenti che ci fanno rileggere attraverso i lori occhi passaggi e scrittori che già consociamo. 

Non stupisce che Sylvia Plath fosse rimasta colpita dalla frase del Grande Gatsby in cui Daisy, parlando di sua figlia, si augura «che sia stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida»; la stessa frase che aveva scatenato pareri pro e contro anche qui a Finzioni, si merita una sottolineatura nera spessa e un doppio asterisco da parte della Plath.

Più esplicito Mark Twain, che intervenne direttamente sul titolo della sua copia in lingua inglese delle Vite degli uomini illustri di Plutarco, aggiungendo un sottotitolo che lascia intendere che non avesse particolarmente apprezzato la traduzione. Ecco il titolo intero con le aggiunte di Twain: «Translated from the Greek into rotten English by John Dreydon and others… The Whole Carefully Revised and Connected by an ass».

Risalgono al 1949 le note su un edizione economica dei racconti di Dostoevskij che Jack Kerouac ricevette in regalo dagli amici. L’autore russo, citato da Kerouac in una lettera all’amico Alan Hurrington come "Dusty-what's-his-name", ebbe una grande influenza sullo scrittore e viene spesso indicato come uno dei modelli per gli scrittori della Beat Generation. Non a caso, in alcune note a margine delle prime due pagine del racconto An Unpleasant Predicament, Kerouac fa alcuni commenti sullo stile e sulla scrittura di Dusty, sul suo attenersi ai fatti – «Always fluffs the rest and gets to the fact» – o sulla scelta degli aggettivi – "Fond always gives a batty tone, just right."

Appartiene infine alla tipologia del "controscrittoreDavid Foster Wallace, che aveva l’abitudine  di riempire le sue letture di commenti, tanto che alcune pagine degli autori che amava – Cynthia Ozick, Jorges Luis Borges, John Updike e Cormac McCarthy tra gli altri – fitte di note e sottolineature sono conservate oggi all’Harry Ransom Center di Austin, Texas. Tra queste, la seconda di copertina di Giocatori di Don DeLillo, che a prima vista potrebbe sembrare la correzione a penna rossa di un tema di un alunno poco dotato (sappiamo invece che DeLillo fu uno degli autori ai quali Wallace si ispirava).

E se Wallace andava di penna rossa su un maestro come DeLillo, forse anche noi dovremo smetterla di sentirci in colpa per quell’evidenziatore giallo…

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

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