Pagine e pennelli

C'era una volta… Cip e Ciop. Il gatto e la volpe. Il ferro e il fuoco. Il cacio e le pere. Il sale e il pepe. Tante belle coppie he stavano davvero bene insieme. Se vogliamo darci un tono, chiamiamoli binomi. Sembriamo quasi persone serie. Uno che mi viene in mente, ed è senz'altro un matrimonio azzeccato, è quello tra pittura e letteratura. Qui di incroci se ne sono quanti ne volete.

Partiamo dai pittori che hanno messo qualche bel libricino nelle loro tele, è già un problema, son troppi per citarli tutti. Durante gli anni dell'impressionismo si sono sbizzarriti, il soggetto preferito a tal proposito era Manet che leggeva. Devo ancora capirne il motivo. Poi c'era Van Gogh che, non parliamone, aveva messo un libro in mano davvero a tutti. Contadino davanti al focolare vi piace? Della lunga lista ve ne ricordo solo alcuni, di Cezanne il Ritratto di Gustave Geoffrey, l'imponente Lettrice di Picasso, e Donna e Anemoni di Matisse. Nell'immagine trovete invece Lettori Notturni di Antonio Saliola (2005).

Si da anche il caso che, molti di questi signori ci presero la mano e al pennello sostituirono la penna. C'era chi modestamente riempiva di lettere il fratello, come Van Gogh, chi si dedicava a dichiarazioni stilistiche come Kandinsky con Lo spirituale nell'arte o gli Scritti di Picasso e chi aveva anche ambizioni letterarie come Dalì con I cornuti della vecchia arte moderna.

Adesso la tendenza sembra essersi invertita, sono i libri, che prendono spunti dai quadri, a far moda. Non posso non citare il Codice da Vinci di Dan Brown che, partendo dall'Ultima Cena di Leonardo, ha sfornato un best sellers da milioni di copie vendute. Ma anche Tracy Chavallier con la sua Ragazza dall'orecchino di Perla, tratto dall'omonimo quadro di Vermeer, non ha scherzato. Oppure basta parlarne, come ha fatto Marcello Simoni nel suo fortunato, e bello, Mercanti di libri maledetti.

Ma quale è la base di questa prolifica unione?  Lasciamo che sia il grande Victor Hugo a tentare di spiegarcela.

Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito.

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

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