Paul Auster e la boyness in letteratura

Photo credit: New York Times

Siamo ancora qui a parlare di differenze di genere in letteratura? Sembra impossibile, ma è così.
Il 2013 non si era fatto mancare la sua buona dose di polemiche e di discussioni sul ruolo ancora predominante degli autori maschili nella scena letteraria mondiale. Ad infiammare gli animi lo scorso aprile era stata una misteriosa sparizione su Wikipedia: i nomi di alcune grandi scrittrici erano scomparse dalla categoria American Novelist per riapparire in quella delle American Women Novelist. Un cambiamento che non era passato inosservato e che era stato denunciato dalla scrittrice Amanda Filipacchi che sulle pagine del New York Times aveva lanciato esplicite accuse di sessismo verso l’enciclopedia aperta. Accuse respinte dallo staff di Wikipedia, secondo il quale la motivazione era solo l’eccessiva lunghezza della lista completa di autori, ma rimane il fatto che negli USA la sottorappresentazione delle autrici rispetto ai colleghi uomini è una questione di numeri, come ci ricorda ogni anno l’indagine della VIDA – Women In Literary Arts (con buona pace di Jonathan Franzen).

E se l’anno si era chiuso in bellezza con la vittoria del Nobel da parte della Munro, che aveva segnato un punto fondamentale a favore delle "minoranze" letterarie (le donne e i racconti brevi), a riaprire il dibattito ci ha pensato un autore noto come Paul Auster. Lo scrittore statunitense, in una recente conferenza tenuta alla Morgan Library sulla figura di Edgar Allan Poe e sulla sua influenza, ha dichiarato di aver riflettuto molto ultimamente sull’esistenza di categorie in letteratura e di essere arrivato alla conclusione che esista una categoria di libri raggruppabili nella definizione di boy's literature.
Chi sono questi boy writers nominati da Auster? Il suo discorso parte da Poe e include autori come Pynchon, Borges, Bolaño. E quali sono le caratteristiche necessarie per far parte di questo club di giovani e creativi maschi? Furbizia, una certa allegria e eccitazione, un senso di avventura nello scrivere. Sono quelli che ti fanno capire perché ami così tanto la letteratura.

Someone who is so excited, takes such a sense of glee and delight in being clever, in puzzles, in games, in… and you can feel these boys cackling in their rooms when they write a good sentence, just enjoying the whole adventure of it. And the boy writers are the ones you read, and you understand why you love literature so much.

Attenzione, Auster non ne fa solo un discorso di genere ma anche (o principalmente) di età, ovviamente non in senso letterale. A fianco di questi autori ragazzi infatti ci sono gli autori adulti, quelli cresciutelli come Tolstoy, dei quali Auster riconosce la grandezza e la necessità, pur ribadendo che sono i boys writers con la loro risata fragorosa a ricordarci di quanto sia bello sentirsi vivi ed essere creativi. Senza di loro non ci sarebbe la letteratura. 

Il discorso di Auster voleva probabilmente tracciare una distinzione tra la freschezza di questi autori e l’approccio di autori più adulti, come conferma il paragone tra due scrittori contemporanei ma opposti come Poe, un alcolizzato del Sud, con idee politiche reazionarie e un’immaginazione spettrale, e Thoreau, un astemio del Nord, con posizioni radicali e uno stile di vita puritano. Non sembra esserci dunque un’implicazione sessista, almeno nelle intenzioni, anche se così non è parso alla giornalista Anne Margaret Daniel che sulle pagine dell’Huffington Post si è chiesta se la stessa distinzione non possa trovarsi anche tra le autrici donne. Chi sono le girl writers, queste scintille creative che ti fanno amare la letteratura? E ancora, c’è qualche scrittrice adulta che può fare compagnia a Tolstoy? Forse che furbizia e senso dell’avventura sono una caratteristica prettamente maschile?

O forse, Auster voleva solo esprimere la sua eccitazione per Poe e per gli scrittori che lo hanno influenzato e gli hanno fatto amare la letteratura, ma si è dimenticato di essere politically correct. 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

2 Commenti
  1. le uniche differenze sono tra bravi scrittori e scrittrici e pessimi scrittori e scrittrici.
    (non vedo perchè Virginia Woolf o Jane austen non possano stare all’altezza di Tolstoj, o una Shirley Jackson a livello di Poe)