L’idea era già stata lanciata all’ultimo Salone del Libro di Torino, e poi è stata ripresa in questi giorni al Forum di Matera Passaparola. Leggere in Europa: si tratta di una legge di iniziativa popolare volta a promuovere la lettura e il libro. Se n’è fatto promotore il Centro per il Libro (in particolare il suo presidente Gian Arturo Ferrari insieme all’editore Giuseppe Laterza, al biblioteconomo Giovanni Solimine e a tutte le varie associazioni che fanno parte del Forum della Lettura e del Libro). L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme per presentare in Parlamento una proposta di legge che ambiziosamente vorrebbe mescolare le carte sul tavolo da gioco del libro. A cominciare dall’assetto istituzionale.
Il punto focale della legge è quello di sganciare il Centro per il Libro dal ministero per i Beni Culturali (dal quale attualmente dipende) per trasformarlo in un’agenzia indipendente legata alla vicepresidenza del Consiglio, come si era pensato originariamente: diventerebbe in questo modo un centro propulsore per iniziative sia pubbliche sia private.
Altro aspetto importante è quello dei fondi: come campare? L’idea è di coinvolgere nel finanziamento più soggetti, dallo Stato agli Enti locali, dalla scuola agli editori. Basterebbe gestire meglio le risorse destinate attualmente alla promozione, per evitarne gli immancabili sprechi.
Ma non solo. A essere chiamati in causa sono anche i cittadini: una delle proposte più interessanti della legge, infatti, è la destinazione del 5 per mille dell’Irpef al Centro per il Libro, alle biblioteche o agli istituti scolastici, applicando così la stessa disciplina prevista per le Onlus. E di prevedere altresì degli sgravi fiscali per le donazioni a favore della lettura, come succede già in altri ambiti (quando, per esempio, un privato contribuisce di tasca propria a restaurare un monumento di particolare interesse storico o artistico).
Un progetto che fa ben sperare, soprattutto se può aiutare a risolvere il tarlo, tutto nostrano, del disinteresse per la lettura: desolatamente ancora oggi la metà degli italiani non legge un libro che sia uno. Sempre meglio, per tanti, purtroppo, la Gazzetta dello Sport al bar, tra cornetto e cappuccino. Con tutto l’imprescindibile rispetto per la Gazzetta dello Sport, s'intende.
Francesca Giannone







Bello! Finalmente! Bellobello!
Dove si raccolgono le firme?