Riapre la prima libreria italiana a New York

Gli ultimi anni non sono stati molto fortunati per le librerie di New York: nel 2007 ha chiuso i battenti la storica Gotham Book Mart sulla 46esima, prima ancora Doubleday e Scribner sulla 5th avenue, e poi la libreria Rizzoli, sfrattata per far posto a un grattacielo (ma riaprirà, come è già successo a Milano). C’è però una notizia che va controcorrente: a fine gennaio tornerà a vivere la più antica libreria italiana degli Stati Uniti. Si chiama Vanni e fu aperta nel 1844 in pieno Greenwich Village al numero 584 di West Broadway, da un siciliano di Caltagirone, Sante Fortunato Vanni. 

La libreria Vanni riaprirà inizialmente per un tempo limitato. Sarà un pop-up store e centro culturale, come spiega Alessandro Cassin, direttore editoriale del Centro Studi Primo Levi Editions di New York e artefice di questo miracolo: «L’obiettivo è puntare i riflettori sulla storia dell’ebraismo italiano in America, ma anche resuscitare un mito». 

Già, un mito. La libreria di Sante Fortunato Vanni è stata negli anni, per gli immigrati italiani in America, un vero e proprio riferimento, non solo culturale. Di per sé, la scelta di aprire una libreria a fine Ottocento fu molto coraggiosa: gli italiani che sbarcavano dalle parti del Village erano quasi tutti braccianti analfabeti. La zona però stava iniziando a crescere e Vanni divenne più che una libreria: «si poteva andare anche per farsi scrivere una lettera destinata ai propri cari rimasti in Italia, oppure per chiedergli di mettere per iscritto un contratto», come ha raccontato lo scrittore Giuseppe Culicchia qualche giorno fa su La Stampa. In breve, Vanni si affermò anche come stamperia e casa editrice: tra i volumi in vendita classici italiani, manuali d'inglese e dizionari (tra cui uno Siciliano-Italiano), ma anche cartoline, riviste, manuali tecnici, calendari, biglietti da visita, santini e materiale religioso per le diocesi. 

Fu nel 1931 che la libreria Vanni conobbe una svolta: la rilevò Andrea Ragusa, direttore generale della Fratelli Treves, che all’inizio degli anni Trenta arrivò negli Stati Uniti con l’idea di vendere la Treccani agli americani. Ragusa trasferì la libreria in Bleeker Street e poi sulla 12esima strada, trasformandola in un punto di riferimento culturale. «Fu lui, ben prima di Amazon, ad avere l’intuizione di vendere per corrispondenza i libri fatti arrivare dall’Italia in tutto il Nord America», racconta Cassin. Erano libri di critica letteraria e libri per le scuole: in tutto 138 titoli. Sembrano pochi, ma all’epoca, in un mercato molto piccolo, Ragusa si affermò come principale fornitore di libri italiani per le biblioteche pubbliche e universitarie del Nord America. Fino al 1974, quando venne ucciso in una rapina davanti al negozio. Da allora la libreria è passata nelle mani delle figlie Isa e Olga, che convinta da Alessandro Cassin, ha lasciato che Vanni riaprisse dopo la chiusura che sembrava definitiva nel 2004.

Il Centro Primo Levi presenterà le proprie pubblicazioni all’interno della libreria, che si presenterà come mediazione tra passato e futuro: «La prima stanza della libreria rimarrà com’era, non vogliamo toccare praticamente nulla. La seconda stanza invece diventerà una galleria e un luogo d’incontro in cui accogliere il pubblico in occasione di reading e presentazioni. Ma vogliamo che nella sua nuova veste questa libreria torni a essere una vetrina non solo per le nostre pubblicazioni ma in genere per la piccola editoria italiana, che merita di essere conosciuta anche qui». 

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

5 Commenti
  1. Interessante e positiva notizia..
    Tanta librerie vengono chiuse in Italia, e mi fa felice sapere che qualcuna viene aperta nel resto del mondo..
    Una felice serata!

  2. Speriamo sia di buon auspicio anche per l’Italia. Ciao Nella, buona serata!

  3. Bella notizia! Un pezzo d’Italia a NYC, una commistione di passato e presente, luogo d’incontro e confronto per chi ama l’Italia e la letteratura.
    Auguri libreria Vanni!

  4. Oggi ci sono andato è sono rimasto molto deluso! Tutto chiuso quasi abbandonato