SalTo13: feste, gossip e importanti amenità

Ah, il Salone del Libro di Torino! Qual pregevole evenienza per consolidare il proprio legame con la lettura! Per discutere con la crème de la crème della società letteraria! Per deliziarsi con dotte conversazioni circa il panorama editoriale italiano e straniero! Per…

Perdincibacco, basta fandonie! Il Salone è sì L'Evento per quanto concerne il mondo del libro e, più in generale, quello culturale, ma è altresì vero che gran parte degli aficionados della fiera va lì per un motivo principale, anzi due: le feste da sballo e gli aperitivi.

Ecco perché noi finzionici, che quando si tratta di far casino non ci tiriamo certo indietro, abbiamo voluto raccontarvi l'altra faccia del Salone: quella sociale e festaiola. 

La nostra Francesca Mastruzzo si è improvvisata nostrana Gossip Girl e ci ha riportato qualche succulento pettegolezzo sui VIP del mondo editoriale nonché sulle feste in genere: «Spotted!»

  • Avvistato Marco Cubeddu, nuovo (e barbuto) puledro della scuderia Mondadori, sulla pista da ballo della festa di Scuola Holden, Fandango e Feltrinelli. Prima, in fiera, era stato braccato da un'affascinatissima fan orientale.
  • Sabato sera nel radical-chicchissimo Eataly si è tenuta la cena di Bompiani con gli autori di punta della casa editrice. Tra gli altri, Umberto Eco, Serena Dandini, Vittorio Sgarbi (che è anche il fratello della direttrice editoriale), Andrea De Carlo e l'enfant prodige Vincenzo Latronico su cui in Fiera sono piovuti consensi per il suo nuovo libro La Mentalità dell'alveare.
  • Un Alessandro Baricco stanco e annoiato ha lasciato presto la (sua) festa sabato all'Hiroshima Mon Amour. Che stia invecchiando anche lui? E dire che il party si chiamava “Reborn”.
  • Una festa bagnata e blindatissima per Scuola Holden/Fandango/Feltrinelli, per fortuna al chiuso. Cielo limpido per tutti quelli che hanno letteralmente invaso il Circolo Canottieri per il party minimum fax, un classico ormai la festa del giovedì al Fluido con gli editori indipendenti Voland, Keller, Nottetempo, Iperborea, La Nuova Frontiera e Istar Libri e new entry, la domenica, l'aperitivo dei Nuovi Editori Indipendenti (Miraggi, Intermezzi, Caratteri Mobili, Neo Edizioni e Las Vegas edizioni).

Non hanno certo fatto eccezione Jacopo Cirillo e Michele Marcon, i quali hanno presenziato alla celeberrima festa di minimum fax, conosciuta da tutti gli habitué del Salone per essere uno degli eventi più "carichi". Ecco il loro resoconto!

La versione di Jacopo Cirillo:

Sui volantini con il barattolone di Nutella da consegnare all'ingresso della festa di mimimum fax c'era scritto: ore 23. Bene, da quando mondo è mondo nessuno va a una festa rispettando l'orario scritto sul volantino. Aspetti almeno un'ora, dai, tre quarti d'ora se sei proprio carico o non hai nulla da fare.

Alle 23:45, davanti al Circolo Canottieri, non c'era praticamente nessuno (a parte Serena Dandini che si fumava una paglia lì fuori). Vedi, siamo arrivati troppo presto, nemmeno la fila. Entriamo e il posto era ballonato di gente. Pieno fino all'inverosimile. Erano arrivati tutti alle 23. Dopo aver spintonato e sgomitato con eminenze letterarie e giornalistiche per venti minuti e aver scoperto che al bar facevano solo long drink (2 gusti al massimo) ci piazziamo fuori sul terrazzino, notando con sconcerto che tutto lo spiazzo di sotto, proprio sulle rive del Po, era vuoto. L'anno scorso pullulava di gente, il bar laggiù era aperto, quest'anno niente.

Iniziano anche ad arrivare voci incontrollate su una mastodontica ressa di gente fuori che spinge per entrare e tutti noi pensiamo: e come faremo a starci, qua dentro? Bisogna che un opinion leader apra un varco tra la folla, scenda giù per le scale, occupi lo spazio sottostante e trascini tutti giù, così da far respirare un po' tutti. Dopo un (bel) po' di coraggio liquido scendo imperiosamente le scale, non voltandomi neanche indietro, sicuro, manco fossi ad Hamelin, del codazzo di gente al seguito. Ovviamente non era sceso nessuno, ovviamente sono rimasto da solo laggiù per un po' a guardare in alto e a dire: dai ragazzi, dai!

Poi, a un certo punto, mi vedo arrivare Michele Marcon con un cocktail in mano che mi racconta delle sue difficoltà all'ingresso.

La versione di Michele Marcon

Me l'ero ripromesso: vado via presto così ho tempo per ripigliarmi e arrivare in orario alla festa minimum fax. Manco a dirlo sono rimasto al Lingotto fino alle 21.30 o giù di lì e sono arrivato in albergo alle dieci. Neanche il tempo di riposare un po' le gambe che alle 22.30 sono a cena con alcuni amici. Vengo a Torino una volta all'anno, cerco di godermela fino in fondo, mi dico. E allora mi prendo una grissinopoli (la cotoletta con i grissini torinesi, bontà), una bottiglia di Nebbiolo, qualche amaro San Simone e manco a farlo apposta è l'una passata.

La festa minimum fax!

Al mio arrivo c'è ressa. I buttafuori tengono botta e fanno entrare due persone alla volta, molto molto lentamente. Riesco a sgattaiolare fino all'ingresso e dico che sono di Finzioni, mostro il flyer nutelloso, aggiungo che gli altri sono già dentro e mi stanno aspettando, c'mon. Non so come, non so perché, mi fanno passare e qui si consuma il dramma. Sto salendo le scale per entrare nel Circolo Canottieri quando alle mie spalle sento un fragore. I cancelli sono stati sfondati, una fiumana di gente si riversa all'interno. Con due balzi raggiungo la zona bar, un casino della madonna. Faccio lo scontrino per 4 drink, prevedendo le difficoltà a raggiungere nuovamente la cassa e mi prendo un gin tonic (non c'era molta scelta). Poi mi aggiro senza bussola tra orde di letterati, facendo da scudo umano all'altrettanto smarrita Annarita Briganti, finché incontro Jacopo Cirillo con un cocktail in mano che mi racconta quanto è stato facile per lui l'ingresso.

Poi la festa è andata piuttosto bene. Abbiamo bevuto, ci siamo divertiti e abbiamo chiacchierato di letteratura e altre amenità con un sacco di personaggi interessanti.

L'ennesima dimostrazione che se la letteratura è noiosa, i discorsi sui libri (specie se fatti durante le feste, meglio ancora se durante la festa minimum fax) sono una gran figata.

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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