Seconda maturità

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Bene bene, adesso che sono due volte maggiorenne è giunto il momento di affrontare per la seconda e spero ultima volta, la prova d'italiano. Quest'anno la traccia di letteratura prende spunto da un brano di un articolo di Eugenio Montale pubblicato dal Corriere della Sera il 7 Novembre 1961 dal titolo "Ammazzare il tempo".

Per Montale, nel 61, il problema più grave di quel tempo era come ammazzare il tempo, persino il lavoro (che allora c'era) viene visto come uno strumento per accrescere i bisogni dell'uomo, anche quelli più inutili, per tenere l'uomo occupato anche quando pensa di non esserlo. Guardare una partita o un film, sempre secondo lo scrittore non è vero ozio, bensì uno svago. Solo numerose occupazioni possono riempire il vuoto e solo pochi uomini sanno guardarlo dritto in faccia, da questo nasce la necessità di fare sempre qualcosa.

Nel 2012 un disoccupato come ammazza il tempo? Mandando curricula, facendo colloqui, navigando nella rete, aprendo account in tutti i social network esistenti. Lui tempo ne ha e non ne vorrebbe. Lui il vuoto lo intravede.

Io sono una mamma, mi destreggio tra gli impegni di famiglia, la lettura e la scrittura, ed ho difficoltà a trovare del tempo.

L'AD di un grande gruppo ha un tempo fatto di mezz'ore: mezz'ora di Jogging, mezz'ora di colazione, mezz'ora di riunione, mezz'ora di mail, mezz'ora di telefonate.

Un bambino è come un disoccupato, ma è felice. Ha tempo e non gli pesa, pensa sempre a cosa farà dopo, ha sempre un programma, qualcosa da fare, un gioco da inventare.

Uno studente, al contrario di un'AD ha il tempo suddiviso in ore, ore di lezione, ore di studio, ore di svago da passare con gli amici e su internet.

Parlando del tempo non puo' non venirci in mente il bianconiglio che corre corre, con un occhio sempre alla cipolla, ripetendo "E' tardi, è tardi"; quante volte noi, giriamo per le nostre città come bianconigli? Al posto della cipolla uno smart-phone, maledicendo santi e passanti.

Tutti, chi più chi meno, si lamentano di qualcosa relativa al tempo, perchè la concezione che ne abbiamo è quella tout court, come se il tempo fosse un'intero spezzato solo dai nostri impegni. Siamo una generazione che ha perso il senso dell'attimo, che, tra l'altro, abbiamo sostituito con "attimino" (parola abominevole). Siamo distratti, probabilmente abbiamo perso di vista il vuoto, ogni tanto potremmo pure affondarvi lo sguardo, invece lo evitiamo perché ci fa paura, perché temiamo che quel vuoto ci assomigli. 

Direbbe il cantautore: "E' tempo che sfugge, niente paura che prima o poi ci riprende perché c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo per questo mare infinito di gente." (Ivano Fossati "C'è tempo")

Io credo, che il più delle volte, sia il tempo ad ammazzare noi, facendoci correre fino a sfinirci, fintanto che tempo ce n'è.

Adesso vado perché è mezzanotte e domani ho la versione di greco…

 

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

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