Le sfide dell’editoria letteraria africana

C’è un continente che prova faticosamente a emergere, pur tra mille problemi e pochissime attenzioni da parte del resto del mondo, e lo fa anche nel campo dell’editoria. Si tratta dell’Africa, dove negli ultimi anni sta spuntando un mercato letterario di case editrici indipendenti (e di nomi impronunciabili): Cassava Republic e Farafina in Nigeria; Modjaji, Chimurenga e Jungle Jim in Sudafrica; Kwani in Kenya. La strada della crescita, però, non è priva di problemi, ma la sfida è affascinante e vale la pena saperne di più, come racconta Ainehi Edoro in un articolo su Ventures Africa (ripreso anche in Italia da Internazionale).

Oltre ad affrontare uno dei periodi più difficili per l’editoria a livello globale, gli editori africani hanno dei problemi specifici, che dipendono da storia, sviluppo economico e ambiente culturale. L’Africa è priva di una forte tradizione e di infrastrutture per quanto riguarda la pubblicazione di libri. Il potere d’acquisto dei lettori è ancora molto debole (i 14 dollari di un Penguin Classic corrispondono spesso al guadagno settimanale di un africano). In più, l’altra sfida è competere con i fenomeni culturali di massa degli ultimi anni: l’industria cinematografica di Nollywood (la parola nasce dall’unione di Nigeria e Hollywood) e quella della musica pop. I dati UNESCO sulle biblioteche non sono confortanti: sempre in Nigeria, c’è una biblioteca ogni milione di abitanti. Lo stesso mercato editoriale ha delle difficoltà strutturali, senza regole e dominato dalla pirateria. Il circuito di librerie e biblioteche che caratterizza il mercato europeo è assente in Africa.

Tuttavia, gli editori sono fiduciosi. La consapevolezza dei mutamenti che stanno avvenendo nella scena letteraria africana lasciano ben sperare per un futuro più roseo. Lo pensa Bibi Bakare, fondatrice di Cassava Republic, che prova a tirar fuori una riflessione a partire dal pubblico di lettori di cui è dotato il continente africano. Secondo Bakare, l’Africa ha una vivace cultura della lettura, che si è sviluppata anche senza un mercato editoriale strutturato, grazie a un’economia informale fondata su scambi di libri, prestiti e pirateria. È dal pubblico e da questa cultura della lettura poco ortodossa che gli editori devono ripartire.

Grazie alla diffusione dei dispositivi mobili, la varietà dei testi è aumentata: i lettori africani sono diventati consumatori e influenzano la creazione di contenuti editoriali. Secondo uno studio recente, adorano i romanzi d’amore. Cassava Republic ha interpretato al meglio questi dati, adeguandosi ai gusti del pubblico di lettori e lanciando una nuova casa editrice, Ankara Press, che offre un nuovo tipo di romanzo d’amore. I sei libri in catalogo e in formato elettronico hanno avuto un grande successo.

Secondo alcuni editori africani, la strada da intraprendere passa da un’analisi dei gusti del pubblico e dell’ambiente culturale africano. «I libri di Teju Cole o di Chimamanda Ngozi Adichie non possono sostenere da soli un intero settore», afferma il keniano Binyavanga Wainaina, favorevole a un avvicinamento dell’editoria africana ai fenomeni culturali pop. «Si costruirà un settore economico quando avremo migliaia di romanzi d’amore, libri per bambini, testi in grado di rapire i nostri figli. Come succede con i film di Nollywood». Nollywood è capace di attirare l’immaginazione popolare e il paragone che vuole una letteratura in grado di essere espressione della coscienza popolare, delle persone, così come fa l’industria cinematografica e la musica pop, è interessante.

Queste scelte non escluderebbero i classici ― da sempre un pilastro della cultura africana ― ma troverebbe terreno fertile in una cultura che ha finalmente accettato il rischio e la sperimentazione, lasciando alle spalle restrizioni e dogmatismi. Ne sono esempio diverse opere letterarie, dal romanzo filosofico di Teju Cole alle storie di fantascienza di Nnedi Okorafor, fino al romanzo distopico di Ahmed Towfik. La letteratura africana si sta reinventando e sta agli editori trovare nel prossimo futuro nuove opportunità di investimento.

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

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