Share your shelf, per voyeur letterari

 

Potevamo vivere senza un altro tumblr? No che non potevamo! E in un mondo in cui la gente posta foto di test di gravidanza o della propria french manicure, ben venga un blog in cui possiamo mostrare a tutti la nostra libreria, e soprattutto dare un’occhiata a quella degli altri. Perché la motivazione è sempre e solo quella, nutrire il nostro voyeurismo. E Peter Knox, il fondatore di Share your shelf, non ci ha girato troppo intorno. La tagline del sito recita più o meno così: Tu hai una libreria. La gente vuole vederla. Questo è quello che succede qui. 

Il titolo del blog è azzeccatissimo. Come dare torto infatti a chi sostiene che to share your shelf is to share yourself?  Non è una novità che dalla libreria di una persona possiamo capire tantissime cose, addirittura decidere se abbiamo voglia di rivederla o se è meglio girare alla larga. Quindi, dimmi cosa leggi, anzi fammelo vedere, e capirò chi sei. 

Partendo dal presupposto che chiunque in casa abbia, non dico una libreria, ma almeno una mensola con esposto qualche libro che gli sarà capitato di leggere ai tempi della scuola o di ricevere in regalo, essa è una rappresentazione fisica di questa persona. Contiene il suo passato e il suo futuro di lettore (il presente di solito ce lo portiamo in qualche borsa o ci aspetta sul comodino). Se una libreria è molto varia e ricca, ci dice come si è formato il suo proprietario, i suoi gusti letterari, la sua personalità, le sue passioni, i viaggi che ha fatto o che vuole fare, perfino le sue preferenze in cucina e i suoi orientamenti politici o religiosi. Se invece è molto povera, ci dice dell’assenza di quanto sopra. 
E non è solo la scelta dei libri che parla, ma anche il modo in cui li si organizza: per autore, in ordine alfabetico, per casa editrice? Prevale un criterio estetico, quale il colore o piuttosto concettuale, quindi volumi divisi per argomento, tipo cucina, arte, viaggi e narrativa? O ci si affida al caso, aggiungendo i libri mano a mano che vengono acquistati o impilandoli disordinatamente su qualche mobile?

Il tumblr promette di mostrarci tutto questo, come se entrassimo in casa delle persone e ci infilassimo in camera loro con la scusa di andare in bagno. L’ideatore, in un articolo sul Guardian, fornisce anche alcuni suggerimenti su come fare le foto: niente immagini sfocate, se no gli altri utenti non saranno in grado di leggere i titoli e commentarli. Postate preferibilmente un’immagine dell’intera libreria, e aggiungetene altre con i dettagli dei singoli ripiani. 

Ci sono un paio di cose però che non mi tornano. Innanzitutto, il fatto di non conoscere i proprietari dei libri. Ebbene sì, sarò malata ma per soddisfare del tutto la mia curiosità ho bisogno di sapere anche Chi legge Cosa. E poi sono certa che eventuali guilty pleasure e scheletri nello scaffale vengano facilmente eliminati dallo scatto e che sia facile concedersi qualche ritocchino per meglio apparire. Come lo so? Ho testato su di me questa tentazione. La foto che vedete nella copertina dell’articolo è una mensola della mia libreria in sala da pranzo. Prima di scattarla, ho tolto due romanzi di Murakami Haruki perché è uno scrittore che non amo particolarmente e ritenevo che non mi rappresentasse. Tuttavia li ho letti ed erano lì. Al loro posto, ne ho inseriti due di DFW che in origine erano lontani da Infinite Jest.
E voi? Quale libro cadrebbe accidentalmente dal vostro scaffale?

 

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

4 Commenti
  1. Io eliminerei alcuni libri mediocri letti quand’ero adolescente. Ma eviterò di indicare l’autore 🙂