Photo credit: Bertrand Hauger

Kevin Kelly, scrittore, fotografo, ambientalista e co-fondatore della rivista Wired, ha avuto un'idea per rilanciare la saggistica: pagare i lettori.

Kelly spiega sul suo blog: «Nessuno legge più opere di saggistica. Chi ha tempo? Con grande sforzo si possono convincere le persone a comprare i saggi, ma di solito queste stesse persone poi non li leggono. Appena arrivate a casa li piazzano sulla mensola dei libri "da leggere". O nella cartella "non letti" dei loro eReader. Lo so. Come autore, so quanti sono i miei libri che, una volta comprati, non vengono letti. Ma se da una parte è bello che la gente compri libri, dall'altra per me, in quanto autore, rappresenta un fallimento il fatto che i libri comprati (o presi in prestito) non vengano letti.»

Un paio di anni fa, perciò, Kelly ha avuto un'idea per invogliare i lettori: pagarli se finiscono di leggere il libro acquistato.
Ha anche pensato di brevettare la sua idea, ma ha lasciato perdere una volta compresa la trafila burocratica (e non) che lo aspettava. Anche per questo ha deciso di proporla al pubblico dal suo blog. Della serie: prendetela e miglioratela, per il bene della letteratura.

Ma ecco, in breve, in cosa consiste il metodo da lui ideato: i lettori acquistano un eBook a un prezzo determinato, per esempio $5. L'eReader sul quale procederanno alla lettura conterrà un software in grado di controllare i loro progressi (quanto tempo impiegano a cambiare pagina; quanto spesso evidenziano il testo; quante pagine leggono ogni volta…).
Di fatto, Amazon impiega già un sistema simile.

Se, alla fine, il lettore rispetta tutti i parametri e arriva all'ultima pagina, gli verranno restituiti i soldi spesi per acquistare l'eBook insieme a un supplemento. Tornando all'esempio precedente: se il libro è stato pagato $5, il coraggioso che ha completato la lettura riceverà $6.

Pay To Read Ti pago se mi leggiLa domanda è: chi pagherà questi soldi? Non certo l'autore, secondo Kelly. Dovrà pensarci l'editore. E, per quest'ultimo, si tratterà comunque di un guadagno proprio per il discorso fatto all'inizio: sono più i lettori che comprano e non leggono o cercano di imbrogliare durante la lettura (cosa che dovrebbe risultare pressoché impossibile grazie all'apposito software) di quelli che, effettivamente, arrivano alla fine dell'opera. Perciò, in ogni caso, l'editore guadagnerà più denaro di quello che gli toccherà restituire.

Tale meccanismo, secondo Kevin Kelly, non richiede nuovi hardware rispetto a quelli attualmente esistenti e quelli che saranno progettati in futuro (come la tecnologia eye-tracking) non faranno altro che facilitare il controllo sull'effettiva lettura del testo.

L'idea sembra carina, da valutare. Di certo, non nascondiamoci dietro a un dito, qualcuno cercherebbe di imbrogliare ed è probabile che ci riuscirebbe anche.

E voi non fate tanto i santarellini, tanto lo so che avete già pensato ad almeno un paio di modi per darvi al cheating selvaggio.