#tWeBook: il racconto nato su Twitter diventa un e-book

Qualche tempo fa vi avevamo parlato di #tWeBook, un racconto scritto su Twitter da Tito Faraci (@titofaraci) e Claudia Maria Bertola (@Angioletto9). Se non vi ricordate o se vi siete persi la nostra prima intervista potete recuperarla qui.

Dopo 4 mesi, 404 tweet e 56000 battute #tWeBook è terminato e tutti i follower di questa storia, compreso me, sono orfani di un racconto che si è evoluto tweet dopo tweet ed è diventato molto più di un semplice gioco.

#tWebook è diventato un e-book, con delle belle illustrazioni di Claudia Maria Bertola, che potete scaricare qui. Se lo avete letto solo su Twitter vi consiglio di rileggerlo tutto d'un fiato e capire come le personalità dei due autori inizialmente chiare e distinte, diventano poi come un unico scrittore. 

Seguire il racconto passo dopo passo ha avuto un gusto diverso perché nella Timeline non c'erano solo i tweet della storia ma anche i commenti degli autori e i link a canzoni da ascoltare in abbinamento all'atmosfera di un particolare episodio. Un'opera nata per Twitter e che ha saputo utilizzare questo strumento con intelligenza, con l'obiettivo di creare una bella storia.  

Una storia noir appassionante, ricca di colpi di scena, di suspense, d'azione e romanticismo, che quando è ben dosato è l'elemento che riesce a scardinare per bene le difese del lettore.

Noi di Finzioni abbiamo deciso di tornare sul luogo del delitto e riprendere le fila dell'intervista con i due autori per scoprire retroscena e curiosità di questo esperimento letterario decisamente ben riuscito. 

Musica, parole, illustrazioni. Avete creato un'opera completa. Cosa vi ha ispirato di più, il cinema, il fumetto o la letteratura?

TITO FARACI. Credo che ci abbia anche e soprattutto ispirato twitter. Il modo di raccontare è stato molto influenzato dal mezzo. Il limite dei 140 caratteri ci ha imposto la sintesi, l'immediatezza. E poi, certo, tante letture e visioni. Claudia e io condividiamo la passione per la lettura, per il cinema e per la buona televisione. 

CLAUDIA MARIA BERTOLA. Sono una creativa, lavoro per immagini. L'ispirazione mi è arrivata spesso dal cinema o dal ritmo serrato di certe serie tv.
Di ogni tweet prima visualizzavo la scena, poi la scrivevo. Per me #tWeBook è molto visivo, come composto da tanti fotogrammi.  Le citazioni nascoste sono tante, come piccoli camei. Non le rivelo perché è giusto che il lettore le scopra da solo. Diciamo che, personalmente, alcune le ho fatte palesemente come un personale omaggio a Tito.

C'è qualche autore, libro o film che vi ha ispirato in qualche modo? 

TF. A me ha ispirato molto @angioletto9. Sul serio. Non è una battuta, non è galanteria da quattro soldi. I suoi tweet ispiravano i miei. A volte perfino con un'amichevole competizione. Lo stile alla fine è diventato uno soltanto: una sintesi di quelli di entrambi.

CMB. Guardavo ciò che scriveva Tito e cercavo di fare meglio, senza perdere in spontaneità. C'era quella sana ansia di doversi confrontare con uno scrittore affermato. Il timore che i nostri lettori notassero la differenza tra i miei e i suoi tweet. Era importante che #tWeBook venisse percepito come una lunga storia, fluida e coinvolgente, e non come una sequenza di capitoli a singhiozzo.
Personalmente poi, ci ho messo un po' di tutto (come nel kebab): da Hitchcock a De Palma. E, in uno dei tweet più difficili che io abbia dovuto scrivere, ho immaginato come lo avrebbe girato Tarantino. Con sangue e ferocia. Così ho creato una scena pulp.

Siete proprio sicuri di aver improvvisato fino alla fine? Il montaggio alternato, il ritmo e tutto il respiro del racconto funzionano benissimo. Come siete riusciti a creare tutto questo?

TF. Nessun problema a confessarlo: da un certo punto in poi, abbiamo cominciato a scriverci. I Direct Message a qualcosa servono. Senza esagerare, ma per evitare che la storia si perdesse in qualche rivolo. Poi avevamo l'abitudine di segnalarci, appunto via DM, quando mettevamo un nuovo capitoletto di #tWeBook. Quando leggevo il sinteticissimo messaggio "tWb", correvo a leggere, con curiosità. Ehi, vediamo cosa ha combinato Claudia! Confesso che ora mi mancano un po' quei momenti.

CMB. La prima cosa che voglio dire è che Tito e io ci siamo sempre sorpresi. Nel senso che il tweet non lo verificavamo insieme prima. Mai. Magari, ci si scriveva in DM per decidere l'orientamento della storia, soprattutto verso la fine in cui l'esigenza era quella di creare un percorso coerente ed efficace. Una regola era indiscussa: la qualità doveva essere sempre salvaguardata, in ogni tweet. Sovente ci siamo fatti reciproci complimenti, sia in DM che in Time Line. Erano sinceri. Altre volte, viceversa, ci siamo bacchettati e… sì, lo ammetto, abbiamo avuto anche qualche piccola discussione ma semplicemente perché, per ognuno di noi, #tWeBook doveva essere perfetto.

Per riprendere una domanda fatta nella prima intervista. Cosa vi ha spiazzato di più nei tweet dell'altro?

TF. A me ha sorpreso l'istinto del narratore di Claudia. Voglio dire, per lei era la prima volta. Eppure sembrava già conoscere certi trucchi del mestiere che io ho imparato con fatica. Molto brava, per esempio, a diversificare e caratterizzare le varie voci dei personaggi, e a passare da un punto di vista a un altro. Non è facile.
CMB. Di sicuro l'idea di Tito di inserire Mara. Una seconda donna in #tWeBook poteva rompere l'equilibrio ideale che avevamo creato. E invece no, ha animato la storia e creato delle belle complicità. Ma non faccio spoiler nel caso qualcuno dovesse ancora leggerla. Naturalmente, io sapevo che Tito era bravissimo a scrivere e dunque non ero sorpresa o spiazzata. Incantata, direi. Ecco, a volte rimanevo lì a leggere e rileggere un suo tweet pensando: Ma come fa?

In quale personaggio vi siete maggiormente riconosciuti? e di quale personaggio potreste innamorarvi?

TF. Credo che abbiamo voluto molto bene entrambi a Piero. Nato come una macchietta, con una connotazione negativa, ma poi cresciuto in profondità e simpatia. Ci è piacevolmente sfuggito di mano. 
CMB. All'inizio io ero Inga. I primissimi tweet li sentivo quasi autobiografici. Il bar sotto casa in cui vado a prendere il caffè, il cameriere che mi sorride, le stesse sue insicurezze… Poi, l'entrata in scena di Mara ha cambiato le cose. Una donna ironica, indipendente, passionale. Allora forse ero lei? In realtà no. Credo di poter dire, anche da parte di Tito, che c'è un po' di noi in ogni personaggio.
Ma, rimanga un segreto, una notte sul soppalco con Piero la passerei volentieri. Una simpatica canaglia, come piacciono a me.

Avete un tweet preferito?

TF. Dei miei, il numero 305. Fra quelli di Claudia, non saprei scegliere. Forse il 332, che mi ha coinvolto parecchio. O il primo, il numero 1, senza il quale nulla sarebbe iniziato. O, ancora, il 254, a suo modo geniale. E ancora… no, davvero troppi.
CMB. Cerco di fare il compito bene e di indicartene un po', ma sarebbero il triplo. Partiamo dai miei. Il numero 1, la chiave di accensione del motore #tWeBook, il 38 per la dolcezza del gesto di Nico che si mette una manina sul cuore, il numero 128 perché è molto fisico e, per finire, il 330 e il 332. Perchè hanno commosso anche me.
Quelli di Tito sono tantissimi, veramente. Li ho apprezzati per motivi molto diversi. Il numero 33, mi sono davvero immaginata quell'occhiata, il 55 per l'espressione "passarono di mano in mano", il 93 perché anch'io sono una sognatrice, il 189 perchè credo di aver amato Leo in quel capitoletto, il 195 per la malinconia che ispira, il 227 perché il nome Magnus è geniale e la sua descrizione è perfetta, il 261 perché in quel bacio non c'erano solo Piero e Mara, c'eravamo tutti, lettori compresi, il 301 che mi ha convinta a presentarmi in asciugamano davanti al prossimo (auspicabile) fidanzato e infine, il numero 403 per la battuta sulle scarpe nuove che spero i nostri fan abbiano colto.

Esperienze autobiografiche riversate nel racconto? Oltre al Kebab ovviamente

TF. Mi riconosco in tanti personaggi e, rispetto a quello che scrivo abitualmente, questo è stato un racconto più realistico. Però nessuna situazione in particolare è autobiografica. 
CMB. Come dicevo, quella del primo capitolo. Il primo tweet l'ho scritto quando il cameriere del bar sotto caso mi ha sorriso timido e ha disegnato un cuore sulla schiuma bianca del caffè macchiato.

Per Claudia. Vorresti una borsa di Hermès?

TF. (Se la meriterebbe.)
CMB. Quale donna non la vorrebbe? Però, potendo scegliere, preferirei un'appassionante storia d'amore, diciamo un mix tra quella che Inga e Mara vivono rispettivamente con Leo e Piero.

Qual è la cosa più bella che vi rimane di questa esperienza?

TF. Il ricordo dell'entusiasmo, della sorpresa continua, della passione nel vedere questa cosa crescere. Certi giorni in cui continuavo a pensare a #tWeBook, chiedendomi come andare avanti. Il piacere di trovare un nuovo tweet della mia "socia", con una sterzata improvvisa e spiazzante. Credo che rimpiangerò anche certe piccole discussioni (perché, sì: ci sono state, nel backstage).
CMB. #tWeBook è stata un'esperienza straordinaria. Mi ha presa. Ci pensavo in ogni momento della giornata, non uscivo a pranzo pur di scrivere un tweet o facevo le ore piccole perché continuavo a riflettere su certi dettagli che non tornavano. Mi mancherà la complicità che si è creata con Tito, i suoi complimenti, l'entusiasmo reciproco. Mi mancheranno gli apprezzamenti dei lettori. Mi hanno fatta sentire una scrittrice vera e non semplicemente "l'Angioletto di twitter". Insomma, #tWeBook mi mancherà come un amico caro che se n'è andato.

Quando e perché avete deciso di finire?

TF. La storia è finita quando doveva finire. Ci siamo imposti di non essere mai frettolosi, anche se a un certo punto eravamo preoccupati che i nostri follower potessero stancarsi. Forse fin troppo preoccupati, visto il coro di gente dispiaciuta quando il sipario è calato.
CMB. Perché tutte le storie finiscono. L'importante era farlo bene, senza mai dare l'idea che fossimo stufi o stanchi, anzi il timore era, semmai, che lo potesse diventare il nostro pubblico. E, proprio per gratificare il nostro pubblico, abbiamo creato dei colpi di scena fino all'ultimo tweet . Come in un noir che si rispetti.
Tra l'altro, per tenere un legame con #tWeBook, abbiamo aperto il profilo twitter di Mara: @Mar_a79. La cosa meravigliosa è che i nostri lettori stanno apprezzando anche quello, anche se è una sorta di gioco.  

Ripetere l'esperienza o pensate sia un'esperienza unica? Farete qualcosa di diverso insieme ora che avete scoperto questo feeling? 

TF. Credo che piacerebbe a entrambi, ma bisogna aspettare e rifletterci su. C'è il rischio di deludere. Di rovinare una cosa bella che forse va bene così com'è, proprio nella sua unicità. È stata la prima e, finora, sola esperienza del genere su twitter. Con #tWeBook abbiamo anche inventato un format.
CMB. Te lo dico in tre parole: Non. Lo. So. D'altronde, se mi avessero detto che quel tweet scritto ai primi di novembre, sorseggiando un caffè, avrebbe dato inizio a tutto questo avrei spalancato gli occhi incredula. Chiudo dicendo un'ultima piccola cosa: sull'eBook ci sono i nostri ringraziamenti. Ma manca quello più importante e lo scrivo come fosse un tweet, senza sforare le 140 battute: Grazie,Tito. Per aver creduto in me. Per avermi dedicato il tuo tempo e il tuo valore. Grazie per tutto quello che che mi hai insegnato.

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