Una colonna sonora per un libro: quale musica abbinate alle vostre letture?

Non è necessario spiegare cosa sia una sinestesia. Anche fuori dall’ambito strettamente letterario, il trasferimento di una percezione da una sfera all’altra del nostro sistema sensoriale è un’operazione talmente spontanea e inevitabile da compiersi in maniera praticamente involontaria. Anche mentre si legge, stando a quanto afferma  Edd McCracken su BookRiot:

Ascolto i libri. Quando leggo spesso la musica si spande dalle pagine. Può dipendere dal ritmo o dalla cadenza della scrittura, o semplicemente dall’umore del libro. Non riesco a leggere Cime Tempestose senza risentire Wuthering Heights di  Kate Bush, per esempio. Piuttosto, la musica promana dal cuore del libro. 

Troppo semplice. La canzone con cui ha debuttato la cantante inglese è palesemente ispirata all’omonimo romanzo; più che una sinestesia vera e propria è un impulso indotto, un condizionamento derivato, una sovrapposizione fatale. Come per alcune celebri colonne sonore di film tratti da romanzi famosi: qualcuno di voi (che abbia letto e visto la versione cinematografica, s’intende) è mai riuscito ad arrivare in fondo a Via col Vento senza avvertire nelle orecchie il celeberrimo leitmotiv? O Colazione da Tiffany e giungere al punto in cui il narratore ci descrive Holly Golightly:

Inoltre la signorina aveva un gatto e suonava la chitarra. (…) Ogni volta che sentivo la musica, andavo a mettermi accanto alla finestra. Suonava molto bene, e qualche volta cantava. Cantava con il timbro rauco, incerto di un adolescente. Conosceva tutti i grandi successi, Cole Porte e Kurt Weil; le piacevano soprattutto le arie di Oklahoma! (…) 

Ma non saranno le pur splendide melodie di Cole Porter o Kurt Weil, né le arie di Oklahoma! quelle che suoneranno le vostre orecchie al momento della lettura di quel passaggio; sarà un brano composto ad hoc per la trasposizione su schermo, sarà un motivo di «un’ottava e un tono» (l’estensione vocale di Audrey Hepburn, n.d.r), sarà Moon river.

Altre volte, tuttavia, le suggestioni che presiedono a questo curioso processo subliminale non sono altrettanto facilmente decodificabili;  hanno a che fare con la dimensione propriocettiva con cui ci si rapporta al libro e alla lettura, oltre che con il bagaglio musical-culturale di ciascuno: «Music and books. Books and music. Two great passions entwined».

E tra i suoi montaggi sonori libro-brano musicale preferiti, McCracken annovera:

E – aggiunge – se ci si fa caso, la congiunzione di una cosa con l’altra, permette a chi ci sta vicino di cogliere tracce della nostra sensibilità che potrebbero anche sfuggire oppure essere fraintese: «Fategli ascoltare la musica che i libri incastonano nella vostra testa. Forse, ma solo forse, riusciranno a comprendervi meglio».

Teoria affascinante. Personalmente, pensandoci (ma ci ho pensato poco, lo confesso), mi è venuto in mente che le Cinquanta Sfumature mi richiamano alla memoria Bad Romance di Lady Gaga, Guerra e Pace l’Ouverture 1812 di Čajkovskij, ma Palladio di eScala che c’entra con Le Metamorfosi di Ovidio?

Ma le vostre sinestesie musical-letterarie piuttosto… Quale canzone vi suggerisce quale libro e viceversa?

Sara Minervini

Chi sono? Sono una lettrice. Che faccio? Leggo. E come vivo? Vivo.

2 Commenti
  1. L’album dei Dire Staits “Brothers in arms” lo collego a “L’amore ai tempi del colera” di Marquez. Il motivo è molto più banale di quanto sembri. Erano gli anni del liceo, prendevo due metropolitane e un pullman per andare a scuola, ed ero pigra nel cambiare la cassetta nel walkman. Durante quasi tutto quel libro letto tra i vagoni le canzoni erano sempre quelle 😀