When I come to be old, i propositi per la vecchiaia di Jonathan Swift

Chissà se Jonathan Swift è poi riuscito ad evitare ciò che più temeva: diventare un vecchio brontolone che si fa circuire da giovani cacciatrici di eredità, noioso, ripetitivo e nostalgico. All'età di 32 anni sembrava avere le idee molto chiare sulla vecchiaia, come testimonia il manoscritto datato 1699 e trovato tra le sue carte dopo la morte. Si tratta di When I come to be old , una lista di consigli e propositi che l'autore irlandese scrisse rivolgendosi al futuro se stesso.

 

Quando sarò vecchio

Non sposare una donna giovane.
Non stare in compagnia di giovani, a meno che non lo desiderino davvero.
Non essere irascibile, imbronciato o sospettoso.
Non disprezzare i modi di fare del presente, o lo spirito, le mode, gli uomini, la guerra e così via.
Non affezionarmi ai bambini,o lasciare che si avvicinino troppo.
Non raccontare sempre la stessa storia alle stesse persone.
Non essere avido.
Non trascurare la decenza o la pulizia, per evitare di diventare sgradevoli.
Non essere troppo severo con i giovani ma scusare le loro follie e debolezze giovanili.
Non lasciarmi influenzare e non dare ascolto a servitori disonesti e pettegoli, o ad altri. 
Non essere troppo prodigo di consigli e disturbare gli altri solo se lo vogliono davvero.
Chiedere ad alcuni buoni amici di informarmi se infrango o trascuro uno di questi propositi, e in che modo; correggermi di conseguenza.
Non parlare troppo e non di me stesso.
Non vantarmi della mia bellezza di un tempo o della forza o dei favori di cui godevo tra le donne etc..
Non prestare ascolto alle lusinghe, e non immaginare di poter essere amato da una donna giovane ed evitare quelle che sono a caccia di eredità.
Non essere troppo sicuro di me stesso o testardo.
Non fissarmi con l'idea di seguire tutte queste regole, con il rischio di non seguirne nessuna.
 
 
La lista l'ho trovata qui. La traduzione è mia e di Alessandra Ribolini.

Viviana Lisanti

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