Young adult fiction: la rivincita della narrativa giovanile

Da queste parti lo si sosteneva già da un po’ di tempo: la Letteratura, quella con la L maiuscola, con i crismi e i controcrismi della critica e della tradizione, quella colta e autoriale, è noiosa. E non vende più neanche tanto bene.

Stando ai dati della Bowker Books in Print, a tirare per oltre un terzo il mercato editoriale sarebbe ora la young adult fiction, quella che una volta era sbrigativamente liquidata come narrativa per ragazzi. Dopo il successo planetario delle cosiddette saghe giovanilistiche, dopo Harry Potter, dopo Twilight, dopo Hunger Games, si conta che siano più di 10.000 i titoli del genere young adult presentati al pubblico solo nell’ultimo anno. E la stima è per difetto.

Diecimila titoli letti solo da adolescenti? Evidentemente no. Al contrario, la young adult fiction fa sempre più presa anche su lettori adulti. Tutti affetti dalla sindrome di Peter Pan? Ancora una volta, no.

Secondo l’acuta disamina che ne fa Patricia McCormick sul NYTimes, la ragione andrebbe cercata, piuttosto, nella maggiore creatività dimostrata dagli scrittori di questo tipo di storie, sia per quanto riguarda i contenuti che per le strutture.

Voglia di aria nuova, insomma, per fasce di lettori abituati alle ingessature formali del romanzo classico e che grazie a messaggi e-mail al posto dei capitoli, ad una maggiore interazione con il lettore, al dinamismo testo/immagine, alla plasticità della trama tipici di questo genere narrativo, riscoprono il potere della fantasia, il rischio dell’immaginazione non come semplice peripezia del protagonista ma come parte integrante del processo di elaborazione di un progetto artistico, permettendo di esplorare territori sconosciuti della scrittura creativa, sia nel formato che nel linguaggio. 

La domanda, a questo punto, è: a prescindere dal fatto che oramai la letteratura è entrata, grazie ai nuovi formati digitali, in una nuova era, quanto di tutto questo siamo abituati a trovare nella adult-adult fiction? Ma, soprattutto, sapranno gli scrittori tradizionali rispondere alla sfida e riguadagnarsi la loro fetta di mercato?   

 

Sara Minervini

Chi sono? Sono una lettrice. Che faccio? Leggo. E come vivo? Vivo.

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