Astinenza da bookshopping

Questa volta non si parla dell'ennesimo abbandono-del-supporto-cartaceo-per-passare-al-supporto-digitale, no, questa volta si parla di un abbandono di un altro tipo, la necessaria cura di una disfunzione che colpisce ancora molte persone, e che l'avvento di reader e tablet non sembra arrestare: la maniacale ossessione di acquistare libri. Libri che rimangono poi non letti, letti a metà, nemmeno estratti dal packaging cartonato di Amazon, che si perdono sotto i divani e in cima alle librerie. Non si scherza con certe cose, sia ben chiaro. L'abuso di supporto cartaceo può provocare danni serissimi, ti può sprofondare la casa, per dirne una (giuro, è successo). 

Edward Stourton, giornalista e presentatore radiofonico per la Bbc, ha raccontato la sua esperienza sulle pagine del Financial Times (poi ripreso da Slate), convinto a imbarcarsi nell'impresa dalla sovrappopolazione libraria della casa. Così, per un anno, non ha più acquistato libri, impegnandosi a rileggere vecchi titoli, a finire quelli abbandonati, a iniziare quelli mai iniziati.

L'uscita dal tunnel, racconta Stourton, non è cosa facile: per evitare la tentazione è stato costretto a precludersi le pagine culturali dei giornali, a girare al largo dalle vetrine delle (sempre meno numerose) librerie. Una dieta ascetica del tutto cattolica, per sfuggire alla tentazione del demonio. C'è da dire che Stourton, di occasioni per sfuggire al giogo dell'auto imposto digiuno, ne ha trovate parecchie, in occasioni lavorative e non. Una di queste riguarda l'acquisto di un Kindle: il che gli permetteva di leggere libri senza doverli acquistare fisicamente. Astuto, non c'è che dire.

La morale della storia, che comunque siete invitati caldamente a leggere per intero (qui), è semplice e chiara, e per molti versi può rivelarsi veritiera per gran parte della popolazione: «if I buy and like a book on Kindle, I shall almost certainly buy a hardback copy too. So I shall end up spending more money, not less, as a result of the e-book revolution.» Un po' problematico, a lungo andare, o no?

Davide Coppo

Davide Coppo

Davide Coppo ha 24 anni e la barba. È laureato in Lingue e Letterature Straniere. È milanista, scrive per il magazine bimestrale Studio e gli piacciono le ragazze con i capelli corti, gli Smiths, il Beefeater, Anthony Burgess, John Fante, Carver e altra gente presa male.

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