A che punto è la polemica tra Cultora e Cultweek

Abbiamo già scritto delle insinuazioni di plagio mosse da Cultora a Cultweek in un articolo uscito ieri su Finzioni. Il comunicato stampa pubblicato lunedì dal direttore Daniele Dell'Orco e dall'editore Francesco Giubilei è stato molto condiviso nelle ultime ore sui social network e la risposta di Cultweek non si è fatta attendere. Nel tardo pomeriggio di ieri, il direttore Maurizio Porro ha scritto una lettera di risposta pubblicata sulla pagina Facebook di Cultweek, in cui espone le sue osservazioni sulla questione e chiede una rettifica al comunicato pubblicato da Dell'Orco e Giubilei. Circa due ore dopo, gli stessi hanno pubblicato un nuovo comunicato, dal titolo Risposta a Cultweek, articolato in più punti.

Intanto, per riassumere: Cultora nota molte assonanze tra il suo progetto editoriale e quello di Cultweek, al punto da definirlo «uguale in tutto e per tutto» al proprio. Le «copiature» sono da cogliere nella radice del naming, nell'impostazione grafica (il font è uguale per entrambi i loghi, scrivono) e nelle tematiche trattate. Il progetto Cultora motiva il suo primato anche dal punto di vista temporale: la pubblicazione del portale di informazione culturale, fissata per il primo dicembre, è stata annunciata da diverse settimane, conta una community su Facebook più ampia (12.000 fan) e attiva già da un po' (i primi post risalgono al 2011). Di Cultweek si sa soltanto da pochi giorni e la data di pubblicazione, il primo novembre, precede di un mese quella del lancio di Cultora. 

Il direttore di Cultweek Maurizio Porro respinge ogni accusa di plagio dal momento che, si legge nella lettera pubblicata su Facebook:

Cultweek è in fase di realizzazione da diversi mesi, come può testimoniare tanto la ricevuta di acquisto del dominio www.cultweek.com, risalente a sabato 5 aprile 2014, quanto l'operatività di fatto della redazione da luglio di quest'anno.

Sulle assonanze che riguardano le tematiche trattate (Cinema, Letteratura, Musica), Porro cita l'esempio di altri quotidiani: «sia La Repubblica che il Corriere della Sera si occupano di arte, spettacolo e cultura, e in genere non si accusano di plagio». Inoltre, Cultweek differisce da Cultora anche per altri elementi, come lo spazio dedicato alle tematiche di Teatro e Arte, l'Agenda degli Eventi di Milano e la particolarità dell'edizione Weekend. Riguardo lo stile grafico del logo, ci sono «evidenti differenze» e il font utilizzato è disponibile gratuitamente. 

Nel nuovo comunicato "Risposta a Cultweek", Dell'Orco e Giubilei prendono atto delle osservazioni di Porro e ribadiscono, fortificando le loro motivazioni, i molti elementi di analogia tra i due progetti. Si notano similitudini nell'impostazione del concept, come scrivono al punto 6:

Nel nostro comunicato stampa online già da settimane si spiega così il progetto:

«caratterizzata dalla pubblicazione di un approfondimento quotidiano dedicato a una tematica di attualità nel mondo della cultura e da notizie e aggiornamenti con focus su argomenti specifici».

Nel vostro: «un quotidiano con l’anima del settimanale. Ogni giorno dedica quattro articoli al meglio di cinque ambiti culturali: letteratura (lunedi’), musica (martedi’), arte (mercoledi’), cinema (giovedi’), teatro (venerdi’). Nel weekend un’edizione di approfondimenti e letture».

Le analogie sono più che evidenti. 

Resta centrale la motivazione temporale: Cultora è nato prima, molto prima di Cultweek. Nonostante la diatriba (e i possibili, ulteriori sviluppi), Dell'Orco e Giubilei chiosano fiduciosi che il buon senso dei lettori possa dare un giudizio definitivo sulla questione: «Per fortuna gli amanti della cultura in Italia hanno compreso l’originalità del nostro progetto e i vari articoli e centinaia di condivisioni del nostro comunicato stampa sono una conferma. Saranno i lettori con il tempo a giudicare quale dei due siti otterrà maggiore successo e qualità nei contenuti». E intanto c'è chi la butta sull'ironia: qualcuno ha aperto una pagina Facebook non ufficiale con il logo di Cultora e il nome di Cultweek. Su quest'ultima informazione, consigliamo di leggere le precisazioni ricavate dalla discussione all'articolo su Facebook

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

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