A Karl Lagerfeld non ci piacciono gli ebook

(Photo credit: Hyperreality Books)

Qui i casi sono due: o siete svenuti per il titolo volutamente sgrammaticato o non ve ne siete accorti perché troppo presi dalla domanda "Chi è Karl Lagerfeld?". Quale che sia la vostra reazione, il punto è un altro: l'odore della carta provoca assuefazione. Lo ben sanno i feticisti del libro stampato che temono l'avanzata dell'ebook, marchingegno elettronico che toglie tutto il piacere dello sfogliare et odorare le pagine. Lo ben sanno coloro che mai e poi mai compreranno un Kindle o affini perché "alla carta non si può rinunciare".

Lo ben sanno anche gli imprenditori. Perché se l'opposizione ideologica all'ebook sta tutta nell'odore, allora i creativi dell'olfatto hanno trovato un terreno più che fertile per mercificare la battaglia in difesa della carta. E se lo pseudo-brevetto di Smell of Books non aveva nomi altisonanti alle spalle, che uno stilista blasonato come Karl Lagerfeld (ecco, così ho risposto alla vostra domanda di prima) abbia ingaggiato fiori di nasi per creare un profumo che richiama l'odore della carta, chiamato ovviamente Paper Passion, e che in tutta probabilità tale profumo costerà al lettore/consumatore medio diverse centinaia di euro, vuol dire che qualcosa si sta muovendo.

A proposito, ma questo benedetto odore della carta che odore è? Ve lo spieghiamo qui.

Conclusione. Non importa che un romanzo puzzi o abbia un buon profumo. L'importante è che sia ben scritto. Su quale supporto ciascuno decida di leggerlo è secondario. Non lo pensate anche voi?

Marta Traverso

Gossip blogger, bonsai all'ombra della Lanterna, vagabonda dei social media

7 Commenti
  1. No, non lo penso affatto: qualcuno ha scritto che il mezzo E’ il messaggio, e nel caso degli ebook ci sono un bel pò di controndicazioni che ne sconsigliano l’uso prolungato quando è a disposizione la più pratica alternativa cartacea.

    Più pratica, affidabile e piacevole, aggiungo io.

  2. Ottimo: buon divertimento quando leggerai il Signore degli Anelli, la Bibbia o il Capitale di Carl Marx sul tuo cellulare. E mi raccomando: leggili tutti, fino all’ultima sillaba. Poi prenota la visita dall’oculista 😛

  3. Dipende anche cosa consideri mezzo e cosa consideri messaggio. In più di un’occasione mi sono ritrovato nella situazione perfetta per leggere qualcosa per poi accorgermi che non avevo con me alcun libro. Ho letto dal cellulare e mi sono trovato benissimo.

    Se vuoi leggere, leggi volentieri anche un libro stampato sulla carta igienica; ma se il libro è scritto male, non c’è “mezzo” che tenga.

  4. Varie cose, tipo il fatto da non essere così ricco da potersi permettere di comprare lo stesso libro due volte, a prezzo pieno e in due formati diversi (digitale e cartaceo).

  5. Questo non vale sempre. Nel mio caso leggevo un libro scaricato da Amazon. Kindle esiste per ogni piattaforma; non devo andare ad acquistare più volte lo stesso titolo. Non facciamo di tutta l’erba un fascio.

  6. Va beh ma se qualcuno avesse scritto il mezzo E’ sbirimbau come avresti fatto? Io credo semplicemente che entrambi i supporti abbiano pregi e difetti, e rinunciare a gli e-book non ha molto senso, cosi come neanche è sensata la caccia al futuro di cui alcuni sembrano essere schiavi. Concordo con Jacopo, comunque, riguardo la possibilità di poter sfruttare non solo un supporto. Soprattutto quando in futuro questa sarà una cosa ancora più facile.