Académie Balzac, il Grande Fratello con i libri

Non lo so, ho il sospetto che in Italia potrebbe diventare un successone. Sarà che Masterpiece ha interessato soprattutto addetti ai lavori e qualcuno di quei misteriosi e introvabili eletti che amano chiamarsi Lettori Italiani. Sarà che il Grande Fratello qualcuno continua a vederlo, fosse anche solo per parlarne male o per buttare lì un filosofico alla fine la Marcuzzi più invecchia più è bona. Sarà quel che sarà e che i francesi quando si parla di libri spesso ci insegnano qualcosina, ma l'idea di questa Académie Balzac merita di essere analizzata con la dovuta attenzione. 

Su, non fatemi mettere sempre il solito disco. Non è più il tempo di fare gli schizzinosi, quando si parla di libri. Ormai se sei "uno/a che legge" volente o nolente hai a che fare con blog, social network, booktuber, ebook e tante altre belle diavolerie che hanno cambiato (in peggio o in meglio decidetelo voi scannandovi tra guelfi e ghibellini) il modo di leggere. E comunque qui in Italia leggiamo poco e quei pochi che leggono in genere sono gli stessi che twittano e tentano di animare un po' la nicchia a colpi di hashtag ed eventi un po' meno noiosi del solito. Quindi inutile trincerarsi. Nonostante ciò è bene discutere e selezionare tutto ciò che scorre lungo questo schiumoso fiume del cambiamento, perciò è giusto avere posizioni favorevoli o contrarie a esperimenti come Masterpiece (io fui tendenzialmente favorevole, ma ammetto di aver perso interesse puntata dopo puntata. Tanti complimenti a Nikola Savic, comunque!) e riflettere su altre possibili invenzioni.

In Francia, dicevamo, hanno avuto un'idea degna di nota. A ottobre partirà questa Académie Balzac, che è a tutti gli effetti un reality show per scrittori. Masterpiece lo si definiva talent show, questo invece è un vero e proprio reality, come il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi. Ci saranno venti scrittori chiusi in un castello che in venti giorni dovranno collaborare, ripresi dalle telecamere, alla stesura di un'opera collettiva. Tutto sarà trasmesso via web dal 1 al 24 ottobre. «20 écrivains, 24h/24, 20 jours, un livre collectif», dicono. Oh là là, dico.

Tanta carne al fuoco, davvero. Scrittura collettiva, scrittura ripresa dalle telecamere, scrittura spettacolarizzata. Se qualcuno si scandalizzava per Masterpiece qui deve mettersi le mani tra i capelli. Eppure in Francia la scrittura e i libri sono una cosa seria, in genere, quindi non è detto che questa Académie Balzac si presenti come una cafonata, anche se la componente voyeuristica del reality show dovrà per forza esercitare una pesante influenza. Quindi scrittori e scrittrici nel confessionale a parlar male dei colleghi? Scrittrici in perizoma che si tirano i capelli per colpa dell'indecisione sull'aggettivo da usare? Scrittori che amoreggiano anziché dedicarsi alla chiusura di un capitolo? Tutto è possibile. Forse in Italia una roba del genere riempirebbe le librerie di nuovi lettori/fan/impiccioni, forse no. A mescolare tutti questi ingredienti diversi si rischia l'indigestione, o la ricetta perfetta. Noi ad ogni modo possiamo star qui a osservare e valutare. Meglio che annoiarsi.  

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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