Le parole di Sartre: all’asta il manoscritto

(Photocredit: LeFigaro)

Tempo di manoscritti in Francia. Tra il ritrovamento dell'originale de Le 120 giornate di Sodoma di qualche settimana fa e i recenti risvolti, quello degli autografi sta diventando un vero e proprio business che di volta in volta tira in ballo cifre esorbitanti e mobilita personalità autorevoli del mondo dei bibliofili. 

Protagonista della nuova ondata di riscoperte è questa volta Jean-Paul Sartre, filosofo e scrittore che più di ogni altro ha influenzato il pensiero e la cultura francese – e non solo – della seconda metà del Novecento. L'opera in questione è l'autobiografica Le parole (Les mots) la cui bozza, fino a questo momento conservata in una collezione privata, sarà messa in vendita mercoledì 16 aprile
Si tratta di ventiquattro pagine scritte con inchiostro blu in cui è possibile leggere il titolo Les affections du coeur, seguito dal sottotitolo barrato Les mots: è dunque legittimo credere che si tratti della prima matrice del testo, come confermano gli esperti. 

Il manoscritto inedito ha un valore stimato tra i 40.000 e i 50.000 euro. L'asta, organizzata da Artcurial, coinvolgerà anche altri scritti di colleghi quali Mallarmé, Hugo, Gautier, Baudelaire, Lamartine. La scelta della data, inoltre, non è frutto del caso: sarà infatti l'occasione di celebrare il cinquantenario della pubblicazione de Le parole presso Gallimard, nel 1964. 

Les mots, composto nei mesi immediatamente precedenti l'assegnazione del Premio Nobel rifiutato dall'autore, rappresenta una riflessione sulla scrittura e sulla vocazione letteraria, indagata a fondo nelle sue origini così come nella sua natura essenzialmente vana ma inesorabile. Dal ritratto dell'infanzia e dell'ambiente familiare borghese all'esperienza precoce della letteratura presso la libreria del nonno, è una sorta di memoir di un Sartre maturo che ripercorre la sua vita così come i libri gliel'hanno consegnata:

Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri. […]
Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato né tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l'imprevedibilità. 

È la storia di un'esistenza consacrata alla letteratura e al pensiero che ha fatto di Sartre quel pilastro della cultura occidentale oggi noto a tutti.
Aste a parte, il riemergere del manoscritto può essere uno stimolo a prendere nuovamente in mano le opere sempre attuali dell'autore, celebrandolo degnamente nell'anniversario della scomparsa avvenuta il 15 aprile del 1980. 

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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