Amazon al Salone del Libro di Torino: giusto o sbagliato?

(photocredit: enews.sm)

Oggi comincia la venticinquesima edizione del Salone del libro di Torino. C'è grande attesa per tutti gli eventi legati alla discussione su quella che è stata ribatezzata la "Primavera Digitale", al quale darà un contributo d'eccezione nientepopodimeno che Amazon, per la prima volta alla fiera torinese. L'azienda di Seattle partecipa infatti con un proprio stand in cui presenterà anche i nuovi Kindle Touch e Kindle Touch 3G. Come l'hanno presa gli editori? Be', molti avranno storto il naso mentre qualcuno avrà più audamente protestato al grido di «E mo' loro che c'entrano?», poi ci sarà chi guarderà torvo lo stand di Bezos e soci e chi invece, senza farsi vedere, andrà a dare un'occhiata circospetta, per capire.

Se Amazon abbia portato più benefici o svantaggi al mondo dell'editoria è un argomento complesso. I lettori sono quelli che probabilmente ci hanno guadagnato di più, con un mercato italiano di ebook che è praticamente "esploso" (le virgolette sono d'obbligo perché, nonostante la crescita, parliamo sempre di un 1% del mercato) e con diverse comodità di cui Amazon ha saputo intelligentemente farsi baluardo. Il discorso cambia per autori ed editori, con questi utlimi in particolare – grandi e piccoli – che di certo non avranno esultato nel vedere lo stand K154/L153 del Padiglione 2 pieno zeppo di Kindle e cose di Amazon. Ma questo Salone sembra voler cavalcare con decisione l'onda degli ebook, intenzionato a smuovere quanto più possibile le acque. Lo fa con Book to the future, lo spazio dedicato alle nuove tecnologie legate alla cultura, quindi e-reader, tablet, librerie online e via dicendo, dove insieme ad Amazon ci saranno anche Nokia e Trekstor.

Il vicepresidente Kindle di Amazon EU, Jorrit Van der Meulen, in barba alle polemiche, ha dichiarato con calma serafica: «Quest'anno il tema del Salone Internazionale del Libro di Torino è "vivere in rete: le mutazioni indotte dalle tecnologie digitali": per Amazon è l'occasione perfetta per celebrare la lettura digitale presentando il Kindle e i due nuovi dispositivi appena lanciati su Amazon.it: Kindle Touch e Kindle Touch 3G». Ingombrante, scomoda o ingiusta che sia, la partecipazione di Amazon a questa edizione del Salone del libro di Torino può comunque essere utile per indirizzare a tutti un messaggio preciso e forte: o si cambia, o si cambia, perciò cerchiamo di capire come farlo. 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

20 Commenti
  1. Beh, giusto! Alla fine il libro è il contenuto più che il contenente, sebbene quest’ultimo abbia una sua (discreta) importanza.
    Sono dell’idea che tra i veri lettori nessuno leggerà mai un romanzo di ampio respiro su e-book. Io ci ho provato, per sfida con me stesso, e anche con il più coinvolgente dei romanzi, dopo 5 pagine non ce la posso fare e lascio perdere.
    Tuttavia lo strumeno e-book può essere molto utile per testi professionali o di consultazione, dove le funzioni di ricerca svolgono un ruolo cui nemmeno il più dettagliato degli indici potrà mai supplire e dove la possibilità di ridurre il peso dei testi da portare con sè è sicuramente un punto a favore.
    Senza contare che il fenomeno e-book può avvicinare alla lettura i fashion victims della tecnologia, quelli che non leggono mai un libro ma magari approfittando, ad esempio, dell’app gratuita su iPad e della presenza di molti classici gratuiti, inizieranno a leggere anch’essi.
    Quindi ben vengano gli e-book alla fiera del libro (detto da un amante del libro cartaceo).

  2. Io in fondo credo sia giusto che Amazon sia al Salone del Libro. Dopotutto ci sono i grandi editori e quindi è giusto che anche Amazon sia presente perché ormai è un’attore importante del mondo dell’editoria. Può piacere o meno ma è così.
    Per quanto riguarda il discorso e-book, io ho cominciato da poco a leggere anche sul Kindle e non mi sono trovato male. Devo dire che l’esperienza di lettura non è per niente peggiorata dal supporto elettronico e poi il contenuto è più importante del contenitore. L’importante è poter scegliere quello che si vuole leggere.

  3. il kindle è magnifico, e lo dico da vera lettrice, e da addetta ai lavori.
    offre un nuovo modo di leggere, che magari si adatta meglio ad alcuni piuttosto che ad altri, e a un certo tipo di romanzo, magari. ma dire che i veri lettori non leggeranno romanzi sul kindle, è come dire che i veri lettori non si troveranno bene nel tempo presente e soprattutto futuro, dove tutto si mischia, l’interlinea la scegli tu, e così i margini, le parole “contengono” il proprio significato (link al dizionario), gli alberi non si sprecano quando le copie invendute vanno al macero, e così via.
    non mi aspettavo, davvero, che potesse piacermi così tanto.

  4. @Vincenzo: quella dei “veri lettori” è una comunità istituzionalmente riconosciuta di cui sono all’oscuro, oppure posso considerarmi tale anch’io?

    Me lo chiedo perché dedico alla lettura diverse ore della mia giornata, ultimamente anche su un ebook reader con il quale non incontro particolari difficoltà a terminare opere di “ampio respiro” e mi pare di capire che un comportamento simile non sia confacente ad un “vero lettore” che si rispetti.

    Saluti 🙂

  5. Forse ho generalizzato troppo.. alla fine ognuno ha i suoi gusti, per carità…
    Mettiamola così: mentre capisco che ad un appassionato di tecnologia possa piacere la lettura su kindle (o su tablet), e che tali strumenti possano avvicinarlo ad essa, faccio di contro fatica a vedere come un lettore “tradizionale” (abituato al tatto – e perchè no all’olfatto – al libro cartaceo) possa passare a tali supporti senza accusare un enorme senso di alienazione ed estraneità dall’azione-lettura…
    Ciò detto è un’impressione assolutamente personale, fatta da uno che oltre ad essere un grande lettore “tradizionale” è anche un patito di tecnologia (sempre con l’ipad in mano)…
    p.s. sul tema “l’ipad è diverso dal kindle” preciso: ho provato anche l’ebook reader e il discorso non cambia..

  6. Trovo impossibile leggere un libro su i-pad&famiglia, davvero. Ma trovo giusto che Amazon sia presente. é una realtà editoriale e deve esserci. Si deve poter scegliere. Nell’editoria di massa ci sono un sacco di cose discutibilissime e per il momento, almeno per me, non sono gli ebook.

  7. @Vincenzo:
    feticista dei libri di carta e copertina a rapporto!
    Anche la mia è un’opinione personalissima, sia chiaro. Non voglio contraddirti, rispetto la tua opinione, voglio solo esprimere anche la mia 🙂

    Comunque… da “vera lettrice”, che si perderebbe ore e ore tra gli scaffali di una biblioteca, col naso ficcato in un libro dopo l’altro, giuro che non ho subito nessun trauma nel passaggio da libro “di carta” a libro digitale. Anzi. E non sono una patita della tecnologia. Ti dirò: non ho avvertito nemmeno questo grande “passaggio”. Leggo libri in formato cartaceo E leggo sul Kindle. Leggo più di prima, in realtà.

    Sarà che il Kindle offre un’esperienza di lettura particolare, che ricorda molto la carta. Sarà che trovo comodo portarmi più libri ovunque vada (ho sul kindle la copia digitale di alcuni libri che possedevo già in formato cataceo e che, vista la mole, non avevo mai occasione di mettere in borsa. Tipo “I Miserabili”, che penso valga come romanzo “di ampio respiro”). Sarà che sono rimasta affascinata dal fatto di poter andare in biblioteca a studiare senza uno zaino di 20 kg contenente codici su codici (messi tutti su Kindle). Sarà che da brava talpa trovo comodissimo poter ingrandire i caratteri (e lo schermo del Kindle aiuta, anche perché visto che non è retroilluminato non affatica, contrariamente ad altri e-reader/tablet/iPad) e che col Kindle sono riuscita a leggere persino nella sala d’aspetto dell’oculista, con le malefiche gocce appanna-vista negli occhi (ho poco tempo per leggere, ogni attimo di quiete è buono per tirar fuori un libro u.u).
    Sarà che non credo nella scomparsa del libro cartaceo, almeno non nei prossimi anni. Sarà che tra me e il mio ragazzo possediamo già abbastanza libri da riempire un paio di stanze intere, per cui poter evitare di acquistare alcuni volumi “fisici” (magari le letture più leggere/da ombrellone/che non mi convincono particolarmente) mi sembra una manna.

    Sarà che, almeno per me, un tipo di lettura non esclude l’altra, ma la completa, permettendomi di gestire al meglio i miei momenti di relax e lettura. Boh.

    Poi uno può rimanere della sua opinione, ovviamente. C’è chi ama il kindle, chi lo odia, chi è indifferente. Non si può fare un discorso generale che ricomprenda tutti i lettori. E per fortuna, aggiungerei 🙂

  8. @Valentina Simoni
    ammetto di essere un feticista del libro cartaceo, anch’io ho muri ricoperti di scaffali..
    ma anch’io, come te, uso l’iPad per i codici, che diversamente mi avrebbero portato precocemente ai malanni alla schiena tipici del 70enne…
    ..ognuno ha le sue opinioni e i suoi gusti, per fortuna.. comunque alla fine il mio giudizio era che fosse giusta la presenza di Amazon al Salone, perchè anche se io non leggerei mai i miserabili su ebook (e piuttosto mi porto il mattone da 2 kg dietro), sicuramente c’è chi lo farà…
    p.s. 🙂 soprattutto in spiaggia, troppo facile nascondersi dietro l’ebook.. bisogna avere il coraggio, sotto l’ombrellone, di tirar fuori il mattone illeggibile (piuttosto che il romanzetto d’evasione) e raccogliere tutto il biasimo/l’ammirazione dei vicini… dico per scherzare, ovviamente.. 🙂

  9. @Vincenzo. Verissima la cosa della spiaggia 🙂 Mi piace sbirciare quello che gli altri leggono e/o comprano in libreria.
    @Jacopo. Concordo sul punto di vista tipografico. Non ci crederete ma quando leggevo solo sui libri cartacei non ci facevo mai caso ma devo dire che con gli e-book si nota decisamente la differenza.

  10. @Vincenzo: ritengo che la casistica sia più ricca. Io stesso, ad esempio, non sono particolarmente appassionato di tecnologia e posso essere ricondotto al novero di feticisti romantici che strofinano le narici sulla carta, per saggiarne odore e consistenza e respirarne l’implicita poesia, eppure non ho avuto alcun problema ad affrontare letture anche piuttosto “voluminose” su Kindle Touch.

    Il Kindle si è imposto nella mia routine per comodità del device così come ha fatto iTunes a dispetto del mio giradischi. Il calore emotivo dell’esperienza di lettura/ascolto su un supporto “analogico” rimane insostituibile, ma questo non significa che non la si possa mettere da parte.

    Naturalmente, IMHO.

  11. Di fatto e anche concettualmente, i lettori considerati “forti” (non vorrei sbagliarmi, ma lo standard dovrebbe essere almeno un 3 libri al mese) non possono che trarre beneficio da ebook ed e-reader, per una serie di motivi oggettivi (prezzo, comodità, quantità ecc…). In questo caso è però ai contenuti che ci si riferisce, piuttosto che all’oggetto-libro o all’oggetto-ebook. Il feticismo per la carta o la passione per le nuove tecnologie sono fattori aggiunti al discorso, ma un lettore di per sé è tale a prescindere dal mezzo e dallo strumento di lettura. Che poi un lettore sia anche un appassionato di tecnologia o un fanatico di carta e volumi antichi, ciò non riguarda direttamente la questione del “successo” dell’ebook, perché l’ebook (che è semplicemente una forma diversa per il libro così come tradizionalmente lo intendiamo) non deve avere successo di per sé, casomai si può parlare di successo dell’editoria digitale, degli e-reader e di ciò che è attorno agli ebook.
    Per smorzare tutto quello che ho detto, poi, aggiungo che in Italia, dove in media si leggono 3 libri l’anno, l’avvento della lettura digitale non può che essere positiva se aiuta a far crescere il numero dei lettori, così come può essere positivo qualsiasi altro evento utile allo stesso fine!

  12. Nella mia esperienza personale posso dire che l’iPad è pessimo per leggere (non per lo schermo, ma per il peso), mentre col Kindle mi trovo davvero bene. L’unica pecca è il fatto che da un punto di vista tipografico fa davvero cacca; per quello ancora non c’è alternativa alla carta.

  13. Gli e-reader non piacciono solo ai fashion victim della tecnologia, come ho scoperto recentemente. Lo preferisce anche mia madre (che non sa usare un PC e ha un cellullare con funzioni minime, etc..). Poter aumentare la dimensione del carattere per lei è un vantaggio enorme. Naturalmente uno dei figli deve essere sempre a portata di mano per accenderlo e spegnerlo, perchè lei sa solo quale tasto pigiare per cambiare pagina. 🙂
    E comunque non è che e-book = Kindle = Amazon. C’è anche altro in commercio (e non mi riferisco ai tablet) 😉