Aprirà a Milano la “Casa del Romanzo”

È di ieri la notizia che a Milano aprirà i battenti un centro culturale dedicato in particolare al mondo della narrativa, una “Casa del Romanzo” che diventi spazio fertile di creazione e confronto tra autori e tutta la cittadinanza. Dove? Via Morone 1, che per i fan della Monaca di Monza è un indirizzo noto, ovvero Casa Manzoni.

Ad annunciarlo è un tweet del ministro Dario Franceschini, ieri in visita a Milano, che non solo ha salutato l’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo della Fondazione “Centro Nazionale Studi Manzoniani”, ma ha anche fatto accenno a «un progetto per valorizzare la parte storica e museale, affiancandole un dinamico centro del Romanzo».

Che ci fosse l’idea di un rilancio della manzoniana dimora, simbolo della cultura milanese, era già nell’aria da qualche tempo. In un’intervista del 28 febbraio, l’assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno aveva già espresso le sue intenzioni di seguire l’appello del presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, e di provvedere a un rinnovamento. L’intervento sembra essere strutturato su due direzioni: da un lato verrà messo in atto un restauro della Casa, con l’intento di affiancare al Centro di Studi una percorso museale più attrattivo per il pubblico; dall’altro, l’intenzione è quella di sfruttare alcuni locali per fondare un centro dedicato alla letteratura contemporanea.

Senza nulla togliere ai festival letterari e alla funzione chiave che stanno via via assumendo per la vita culturale delle nostre città, l’idea ha il grande pregio di voler creare una Casa del Romanzo permanente, uno spazio in cui autori e libri possano regnare sovrani tutto l’anno, un luogo di creazione, ma anche di condivisione con i visitatori. L’idea è suggestiva, tanto più se si pensa che il progetto dovrebbe prendere vita proprio nella dimora del padre del romanzo italiano, andando così a costituire un ponte ideale tra passato, presente e futuro della nostra letteratura.

A gestire e guidare questo spazio non saranno, sembra, istituzioni pubbliche, né personalità legate al mondo dell’impresa editoriale, ma gli autori stessi. E questo ruolo centrale degli autori era stato già rivendicato e sollecitato nel 2011 da Antonio Scurati, che alla Repubblica aveva auspicato la nascita di un luogo in cui gli scrittori potessero «cominciare a dare, alla città». Proprio Scurati, assieme al collega Alessandro Bertante, sarà la figura di riferimento per la Casa, a cui si affiancherà un gruppo di scrittori milanesi.

Se il piano andrà veramente in porto, sarà bello avere un’officina letteraria dove fare una sosta di tanto in tanto, a curiosare tra le nuove proposte e i nuovi metodi di narrazione, a immaginare il futuro del romanzo, senza dimenticare che tutto è partito da quel ramo del lago di Como

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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