Arriva Fight Club 2: il sequel è un graphic novel

«Alcuni amici immaginari non vanno mai via davvero…». Qualche tempo fa suonavano come una minaccia le parole dello scrittore Chuck Palahniuk con chiara allusione a Fight Club, indubbiamente il suo più grande successo – anche e soprattutto grazie all’adattamento cinematografico di David Fincher. Una minaccia che ha preso sempre più le forme di una promessa agli occhi dei suoi fan, per poi concretizzarsi nel progetto di un vero e proprio sequel, questa volta in versione graphic novel.

La voce ufficiosa risale a un paio di anni or sono, quando l’autore aveva annunciato in occasione del Comicon di San Diego di essere intento a lavorare sull’evoluzione delle vicende dei protagonisti del romanzo del 1996. Ma a questa notizia vaga, in cui nessun editore né disegnatore specifico era stato tirato in ballo, non ha fatto seguito nulla di effettivo fino a qualche giorno fa, quando Playboy ha presentato un’anteprima di 6 pagine del fumetto di Fight Club 2.

Vi ritroviamo uno degli antieroi letterari per eccellenza, dieci anni dopo la storia a noi nota: «Dieci anni fa era destinato a diventare un altro Alessandro Magno, un nuovo Gengis Khan…» scrive Palahniuk. E invece? Lo recuperiamo dipendente da psicofarmaci (non ci stupisce), sposato con un’annoiatissima Marla Singer (“stanca di diete e di tinture per capelli”, sic.) e padre di un ragazzino altrettanto problematico.

Un ottimo inizio, insomma, se non altro coerente con le intenzioni dell’autore di realizzare qualcosa di «dark e incasinato». Il precario equilibrio finto borghese e repressivo non è però destinato a durare a lungo: delle pagine che seguono il primo estratto sappiamo infatti che Tyler Durden tornerà in grande stile al momento giusto, responsabile della scomparsa del bambino del suo amico di vecchia data, coinvolgendolo così ancora una volta nel mondo di Mayhem.

Gli interrogativi dei mesi scorsi hanno dunque trovato risposta. Fight Club 2, illustrato da Cameron Stewart, uscirà il 27 maggio per la casa editrice americana Dark Horse Comics.
Pare che il motivo di una pubblicazione così tardiva rispetto alla data in cui l'autore ne aveva parlato al pubblico per la prima volta sia dovuto, tempistiche di realizzazione a parte, anche a obblighi contrattuali volti a impedirne la comparsa sul mercato in concomitanza all’uscita del suo ultimo romanzo, Beautiful You e di una raccolta di racconti. Palahniuk sperava di poter aggirare la questione facendo perno sulla differenza di genere (e dunque del pubblico di riferimento), ma così non è stato. Quel che importa, in fin dei conti, è che chi non chiudeva più occhio la notte chiedendosi che fine avesse fatto Tyler Durden adesso potrà dormire sonni tranquilli. Almeno da quel punto di vista. 

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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