B.E. Ellis contro i “Guardiani della gaiezza politicamente corretta”

In un articolo comparso il 13 marzo su Out, Bret Easton Ellis ha attaccato “I Guardiani della gaiezza politicamente corretta” denunciando l’atteggiamento dei media sul caso Jason Collins, il cestista gay statunitense protagonista di un recente coming out, e criticando gli organizzatori dei Glaad Awards, colpevoli di averlo disinvitato al party a causa di alcuni tweet offensivi.

Riguardo a Collins, Ellis si è dichiarato infastidito dai toni paternalistici di gran parte della stampa americana che a suo dire ha trattato il campione di basket  «come una specie di cucciolo di panda che ha bisogno di essere elogiato, consolato e – sì – infantilizzato per il suo coming out su Sport Illustrated».

Il bigottismo di etero e gay per i quali ogni omossessuale che esce allo scoperto è da canonizzare, e l’ipocrisia dei media che ergono il caso di Collins tra le top stories della settimana, è secondo lo scrittore “alienante” per tutti quelli come lui che non si sentono parte della cultura gay mainstream e la rigettano. I gay sono persone reali e umane, ma probabilmente non è il messaggio che i "Guardiani della gaiezza" vogliono far passare.

ellis

Passando al caso Glaad Awards, i premi assegnati dalla comunità gay alle personalità che si sono distinte per il loro contribuito nel dare un’immagine più veritiera e accurata della comunità LGBT, Ellis racconta di aver ricevuto l’invito lo scorso aprile e di aver accettato nonostante qualche perplessità – come la decisione di far intervenire Bill Clinton, firmatario del Doma – e nonostante non si sia mai risparmiato in critiche contro il modo in cui media ritraggono i gay, tv e cinema in primis, «Ho immaginato che la comunità gay di cui si suppone io faccia parte fosse inclusiva tanto quanto io fossi innocuamente critico».

ellis tweet

Ma il giorno prima dei Glaad Awards, tenutesi il 20 aprile scorso a Los Angeles, Ellis viene disinvitato dagli organizzatori infuriati dai suoi tweet offensivi , in particolare due. Nel primo Ellis si chiedeva "Com'è che ogni volta che guardo Glee ho la sensazione di sprofondare in una pozza di HIV?", in una serie di altri tweet sosteneva che Matt Bomer, attore gay dichiarato che vive apertamente e pubblicamente la propria sessualità, non sarebbe risultato credibile agli occhi del pubblico nei panni di un etero convinto e dedito al BDSM come è il Christian Grey di 50 sfumature di grigio.

Questi commenti sono costati allo scrittore l'etichetta di "omosessuale che si odia", definizione che l'interessato riconduce a una mentalità propria di una elite gay fascista che vorrebbe tutti i gay portatori di valori positivi, puliti, morali e politicamente corretti, "gay baby panda" da coccolare in una realtà caramellata che non esiste ma che si deve far finta che esista perché "rappresenta la Causa". 

Rimane il fatto che se non sei un omosessuale felice, totalmente a proprio agio con se stesso, che promuove valori sani che riflettono l'elite gay culturalmente corretta, sei soltanto considerato un gay che si odia. Questo è il cuore della bugia gay.

 

3 Commenti
  1. comunque neil patrick harris è gy dichiatato e interpreta un etero convinto in HIMYM..e lo interpreta bee. Due attori etero hanno interpretato i cow-boy gay di Brokeback Mountan..non ci vedo nulla di strano

  2. Il Bret Easton Ellis twittatore è un fenomeno, meno male che scrive meglio di come twitta (vedi anche le affermazioni apodttiche sui film che vede in sala). In ogni caso, Ellis difende la sua causa, lui è un omosessuale che ha fatto coming out relativamente da poco, dopo un lungo e tormentato percorso di accettazione, che temo non si sia ancora concluso.
    Le affermazioni sparate un po’ a caso sui personaggi gay della fiction, tutti portatori di valori positivi, cozzano un po’ con la realtà della fiction americana che pare sfuggire ad Ellis. Basti solo pensare al protagonista di EssSix feet under e al suo compagno, o al poliziotto gay di Southland, personaggi omosessuali complicati, complessi, spesso infelici, fuori dai soliti stereotipi.
    Non mi pare poi che il fatto di essere “etero dichiarati” (vedi Banderas) impedisca a un attore di fare delle parti omosessuali con una credibilità eccezionale, anche nelle scene di sesso.
    Essere uno scrittore di talento non significa essere una persona interessante, e nessuno lo pretende da Ellis