Bandire i libri a scuola

Bambini, scuola, religione: tema delicato, da sempre. È un campo minato in cui bisogna fare attenzione, dove tutti devono fare attenzione, perché ci si mette poco a pestare una mina o qualcos'altro. In Florida un gruppo di genitori ha richiesto la rimozione dal programma scolastico di due libri ambientati in Afghanistan e in Iraq a causa del loro presunto contenuto religioso (il peccato è favorire un'altra religione) e violento. Paese diverso, situazione diversa, ma inevitabilmente la notizia rimanda alla recente e caldissima questione "gender-veneziana".

La religione a scuola, dicevo, è da sempre motivo di discussione. Crocifisso in aula sì o no, siamo uno Stato laico, è tutta colpa del Vaticano, è colpa di Mussolini, dei Patti Lateranensi, delle moschee, ruspa. E come al solito i temi delicati vengono trattati con la delicatezza di un bisonte, a colpi di discriminazioni, banalizzazioni, semplificazioni, fraintendimenti, strumentalizzazioni. Il caso della Florida riguarda nel dettaglio due libri, Nasreen,'s Secret School The Librarian of Basra ritenuti da alcuni genitori inappropriati perché promotori di una religione diversa da quella cattolica e troppo violenti per i giovani lettori. Io non ho letto i libri in questione ma Christine Jenkins, professoressa associata all'Università dell'Illinois che si occupa di letteratura per l'infanzia, lo ha fatto ed è rimasta scioccata dalla proposta di rimozione avanzata dai genitori. 

Sono libri ispirati a storie vere in cui si parla di guerra, non di religione. Ma poco importa se sono stati recensiti positivamente. In Florida sono partite petizioni, discussioni, perché molti vogliono che questi testi siano rimossi dal curriculum scolastico dei propri figli, punto e basta. Dalla Florida a Venezia, dalla religione allo spauracchio del momento, la "teoria gender". Avrete senz'altro presente il polverone alzato dal sindaco Luigi Brugnaro per bandire dalle scuole del Comune quei 49 titoli per bambini colpevoli di inneggiare alla famiglia non tradizionale, formata da genitori dello stesso sesso. Anche lì polemiche a non finire (e meno male), con tante di quelle assurdità che a tratti non sai se si stia scherzando o meno. 

Non so voi, ma io in genere mi fido di chi ne sa più di me. E chi ne sa più di me di solito ha la giusta preparazione per stabilire se un libro di testo è adeguato per un lettore di una certa età, perché magari ha studiato e ha preso tanti bei voti, ma non in campagna elettorale. I genitori vogliono sempre il bene dei loro figli ed è positivo che siano attenti e presenti e che sollevino discussioni là dove preme loro di più per salvaguardare i propri pargoli. Siamo tutti liberi di fare ciò che vogliamo, poi però c'è un limite su cui inevitabilmente ci scontriamo, il limite dell'obiettività scientifica. Questo libro inneggia alla violenza? No? Allora grazie per la segnalazione, ma ciao. Questo libro può in qualche modo traviare i giovani lettori trasmettendo loro valori inappropriati? No? Allora grazie per la segnalazione, ma ciao. Certo, nei fatti tutto è un po' più sfumato e soggettivo. Sei libero di pensare che le religioni non-cattoliche siano il male e che avere due mamme o due papà faccia crescere dei mostri, nessuno ti vieta di dare sfogo alla tua fantasia, ma l'importante è che poi chi di dovere rimetta ordine e stabilisca le cose secondo i principi di sensatezza e oggettività, ringraziando i fanatici ma rimettendoli al loro posto. 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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