Bram Stoker e quei succhiasangue degli agenti letterari

Forse per scrivere Dracula, Bram Stoker si ispirò all'esperienza personale con gli agenti letterari, dei veri succhiasangue: "oggi giorno c'è gente che guadagna 10,000 sterline all'anno con i proprio romanzi ed è assolutamente ingiusto che debba pagare il 5 o 10% della somma a un agente".

Quando nel 1897 pubblicò il suo primo romanzo, Stoker dimostrò di non essere uno sprovveduto e negoziò e vergò di propria mano un contratto eccezionale che oggi, dopo essere stato chiuso nel cassetto del suo editore londinese per un secolo, vedrà la luce nella nuova edizione di Dracula della Constable & Robinson.

La parte più interessante del documento è quella in cui l'autore irlandese si assicura ben il 20% delle royalties sul suo celebre romanzo, molto più di quello che oggi uno scrittore può sperare di ottenere! Nei dettagli Stoker non avrebbe guadagnato nulla sulle prime 1.000 copie di Dracula date alla stampa al costo di sei scellini ciascuna, mentre sulle restanti 2.000 previste, il suo compenso sarebbe stato di uno scellino e sei pence a copia.

Il creatore del vampiro più famoso al mondo sapeva il fatto suo, non c'è dubbio, dall'altra parte al di là degli studi giovanili di giurisprudenza, non si può dire fosse estraneo al mondo degli affari, essendo stato prima assistente personale dell'attore Henry Irving e poi manager del Lyceum Theatre di Londra per 27 anni.

Il 12 aprile si celebrerà il centenario della sua morte e dopo il recente ritrovamento del taccuino personale, il contratto di Dracula è un altro prezioso tassello utile a svelare qualcosa in più sulla personalità di uno tra gli scrittori più misteriosi e amati di sempre.

Viviana Lisanti

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