Buenos Aires e la Torre di Babele

"Ora tutta la terra aveva una sola lingua e parole uguali. Quando vagarono nella parte d'oriente, gli uomini capitarono in una pianura del paese di Sennaar e vi si stabilirono. E si dissero l'un l'altro: «Orsù! Facciamocu mattoni e cuociamoli al fuoco». Poi essi dissero: «Orsù! Costruiamoci una città e una torre, la cui sommità sia in cielo, e facciamoci un monumento per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra». Ma Jahve discese per vedere la città e la torre che stavano costruendo i figli dell'uomo. Jahve disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una sola lingua; questo è l'inizio della loro opera, e ora non sarà loro impossibile tutto ciò che hanno meditato di fare. Orsù! Discendiamo e confondiamo laggiù la loro lingua, così che essi non comprendano più la lingua l'uno dell'altro».

dalla Bibbia, libro della Genesi 11, 1-8 

Chi poteva immaginare che arrivando a Buenos Aires sarei salito su una vera torre di Babele? IO, se mi fossi informato un pochino meglio prima della mia partenza probabilmente non ne sarei rimasto così sorpreso ma, forse, è pure stato meglio così.

La metropoli argentina è stata eletta dall'Unesco capitale del libro 2011 e per l'occasione l'artista Marta Minujin ha esposto in Plaza San Martin una scultura a spirale alta più di 25 metri e composta interamente da libri provenienti da ogni parte del mondo. Circa 30.000 volumi, regalati per la maggior parte dalle ambasciate straniere presenti a Buenos Aires, ma anche donati da privati che hanno voluto dare il contributo alla realizzazione della struttura.

L'artista non è nuova a questo genere di installazioni: già nel 1983, dopo la caduta della dittatura militare, realizzò un Partenone di Libri, composto interamente dai titoli che erano stati messi al bando dal regime. Un bel personaggino insomma…

Dopo lo stupore iniziale, ho scoperto che sulla torre ci potevo pure salire: 7 piani di libri di qualsiasi tipo e in ogni lingua immaginabile. Una vera e propria torre di Babele, che invece di dividere e disperdere unisce  i lettori in un unico popolo. E l'idea dell'artista era proprio quella di "Unire tutte le razze attraverso i libri", come è scritto nel volantino che mi viene consegnato alla prima rampa di scale, ops, di libri. Ma l'emozione di trovarsi completamente circondati da pareti, pavimenti e soffitti di libri continua con un sonoro che ha dell'incredibile: la parola "libro" recitata in ogni lingua conosciuta che crea un'armonia magica che si respira in tutta la città.

La città appunto. Buenos Aires, che ha la maggior densità di librerie per abitante al mondo. Un paradiso per i lettori insomma, un luogo ovvio dove ambientare La Biblioteca de Babel, racconto fantastico di J.L. Borges. Ora, l'installazione della Minujin, è stata poi smontata, e i libri sono stati in parte regalati agli ultimi visitatori, (io c'ero, e questi erano solo i volumi davvero scadenti, gli Alfonso Luigi Marra della situazione per intenderci), mentre gli altri sono andati a formare una biblioteca multilingue nel centro di Buenos Aires.

Insomma, se vi capita di passare da qui, non c'è modo migliore di conoscere la città alternando raid in librerie e letture in un caffè. Fatelo ovunque vi troviate!

Michele Danesi

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.