C’è grossa crisi (e le librerie, a Napoli, chiudono).

C'è crisi. I Diaframma lo dicevano nel 1994, il sommo profeta Quelo qualche anno più tardi, Bugo agli inizi del nuovo millennio, e adesso lo dicono pure giornali, telegiornali, Mario Monti e compagnia cantante. E poi ci sono i romanzi: decine di romanzi che in un modo o nell'altro parlano di crisi. Il problema, comunque, è che la crisi non è solo un'invenzione musicale, mediatica e letteraria: è reale. E le prime a risentirne, gli anelli deboli, sono le librerie.

A Napoli dopo 40 anni di attività ha chiuso la libreria Guida Merliani, al Vomero, a causa del fitto troppo alto (circa 20.000 euro): 12 dipendenti disoccupati e un fast food americano dove anni fa furono ospiti Pasolini e Piovani. Resiste Guida Portalba ma, di contro, probabilmente, sempre a Napoli, sempre in zona Vomero, probabilmente chiude a breve anche FNAC: del resto il gruppo di Pinault (che per gli amanti del gossip è anche il marito di Salma Hayek) è vagamente in crisi già da tempo e si prevede a breve un piano di riassetto generalizzato per quanto riguarda la presenza in Italia. Per quanto riguarda i 60 dipendenti napoletani, comunque, si mormora di una trattativa con Mediaworld per il riassorbimento. Inutili (tanto per cambiare) gli appelli alle istituzioni, sia locali che nazionali.

E' la crisi? E' colpa di Amazon e degli ebook? E' semplicemente disinteresse delle istituzioni per i libri e per il luoghi di cultura, lo stesso che, sempre a Napoli, ha portato alla chiusura del Museo Madre? Non lo sappiamo però ci dispiace (per FNAC ci dispiacerebbe di meno se non fosse per il fatto che la sostituisce Mediaworld, che è uguale, una catena multinazionale con i librai sostituiti dai commessi e i libri rivestiti di un valore puramente commerciale).

Quanto alle soluzioni, magari in un prossimo futuro si adotterà il modello Teatro Valle anche per le librerie, e i lettori inizieranno ad occuparle e autogestirle. Magari. 

Eve Blissett

Eve Blissett

Prendi tutti i personaggi femminili di DFW, aggiungi 1/4 Hermione Granger, 1/4 di Margot Tenenbaum, 1/6 di Holden Caulfield, 1/6 di Daria Morgendorffer, e un pizzico di Dana Scully (per dire solo le prime cose a caso che mi vengono in mente). Aggiungi tatuaggi. Poi shakera come se non ci fosse un domani seguendo il ritmo di She's Lost Control dei Joy Division. And now, get drunk!

4 Commenti
  1. Fnac è già meglio di tante altre catene perché comunque libri di piccole case editrici ne trovi anche esposti, mentre nelle altre no. Certo che il disinteresse delle istituzioni è eloquente eh.