Case Editrici Non A Pagamento: con questa espressione abbreviata per twittera utilità il sito Librisulibri lancia una nuova operazione rivolta alle case editrici. Dopo il successo delle ultime settimane con l'hashtag #caroeditore, che ha stimolato molte discussioni tra lettori e addetti ai lavori, da ieri è la volta di #cenap, con cui ci si propone di mappare tutte le case editrici che non chiedono contributo agli autori.

Un tema molto sentito, tenendo anche conto del fatto che – sebbene siamo in pieno XXI secolo – ci sono ancora persone convinte che per pubblicare un libro bisogna pagare. A prescindere. Vaglielo a spiegare che ci sono tanti editori che pubblicano agratis perché investono tempo, risorse e denaro sull'autore, o che se proprio non si trova un editore esiste anche la strada dell'investire tempo, risorse e denaro su se stessi tramite il self-publishing.

L'hashtag ha scatenato da subito una discussione non tanto sul segnalare questo o quell'editore, ma su quel dilemma etico su cui ci si interroga da anni e su cui il vuoto legislativo si fa sentire: è giusto pagare per pubblicare? Se una persona lo fa e ne va fiera, pur consapevole di tutte le polemiche del caso, va a ogni costo riportata sulla retta via o sono problemi suoi?