142 anni fa nasceva Marcel Proust

Centoquarantadue anni fa nasceva Marcel Proust, genio asmatico, fragile e sensibile, autore di un mattone che tutti fingiamo di aver letto: Alla ricerca del tempo perduto.

Marcel nasce nel sobborgo parigino di Auteuil il 10 luglio 1871. Suo padre, Adrien Proust, è un dottore, la madre, Jeanne Weil, una donna colta di origini ebree, appassionata lettrice, dalla quale Marcel è inseparabile – pagine e pagine di Dalla parte di Swann sono dedicate al ricordo del’irrinunciabile bacio della buonanotte, uno degli episodi più conosciuti insieme a quello della "Madeleine".

Da sempre  cagionevole di salute, Marcel ha il primo attacco di asma a sette anni, un male che diviene cronico e che tuttavia non gli vieta di arruolarsi per breve tempo nell’esercito e in seguito di laurearsi in legge alla Sorbona. Dopo un periodo di apprendistato in uno studio legale, Marcel abbandona la carriera giuridica per frequentare l’alta società parigina: è un habitué di salotti importanti dell’aristocrazia francese, incontra artisti e scrittori celebri come Anatole France, Paul Valery e Andrè Gide.

È un Proust molto lontano dall’immagine di intellettuale solitario e confinato a letto che è stato consegnata alla memoria. In questi anni è un dandy colto e brillante che fa vita mondana, scrive di pittura ed estetica, traduce John Ruskin e non manca di intervenire nello scandalo politico che infervora gli animi dei parigini, l’Affaire Dreyfus, schierandosi apertamente dalla parte degli innocentisti.

Il punto di rottura coincide con la morte della madre, nel 1905. Ed è anche l’inizio della leggenda. Proust si chiude nel suo appartamento a Parigi, in una camera da letto rivestita di sughero per attutire il rumore assordante della vita parigina che scorre sotto le sue finestre, rigorosamente chiuse per evitare attacchi d’asma. Dorme durante il giorno e di notte scrive Alla ricerca del tempo  perduto, grandiosa opera composta di 7 libri, 3200 pagine di cui quest’anno è caduto il centenario dalla pubblicazione (1913).

È impossibile riassumere in poche parole uno dei romanzi più importanti del XX secolo (soprattutto se non lo si è mai letto). Proviamoci con le parole dei Monty Python:

 

Auguri Marcel!

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