Come diventare un personaggio (morto) di George R.R. Martin

(photocredit: georgerrmartin.com)

Se c'è una cosa che non si può proprio rimproverare al buon (?) George è la straordinaria capacità di mantenere viva la suspense dei suoi più devoti fan con iniziative tanto allettanti da distogliere almeno provvisoriamente l'attenzione da quei due – o forse tre –  tomi conclusivi che gravano come una spada di Damocle sulla sua testa. Se è vero infatti che esistono moltissimi modi per recuperare (o procrastinare) la propria ispirazione, Martin ne ha recentemente individuato uno capace di condensare in una perfetta sintesi gli elementi chiave della sua opera: spietatezza gratuita dell'autore e fanatismo cieco del lettore. 

Per farla breve, qualche giorno fa Martin si è offerto di dare a due nuovi personaggi i nomi dei prodi disposti a dispensare la modica cifra di 20mila dollari per insinuarsi tra le pagine delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Per quanto tutto lo lasci supporre, non si tratta di un atto di sadismo letterario a scopo di lucro, al contrario: il ricavato verrà infatti devoluto a sostegno del Wild Spirit Wolf Sanctuary, un'associazione del New Mexico che si occupa della salvaguardia dei lupi e del loro habitat sostenuta da Martin stesso e dalla moglie Parris McBride, nonché della Food Depot di Santa Fe. Una sorta di crowdfunding, quindi, che dimostra come anche in uomo come Martin si nasconda la pietas
La proposta è stata articolata nel seguente modo: a disposizione due personaggi, uno maschile e l'altro femminile, la cui tipologia poteva essere liberamente scelta tra quelle previste dal mondo di Westeros (dal lord, al cavaliere, alla prostituta ecc.), entrambi destinati inequivocabilmente a una morte atroce ed efferata. Niente di nuovo, insomma. 
Tra gli altri premi, in palio anche una colazione con Martin ($15,000), il suo cappello ($7,500), biglietti per le première della quinta stagione ($7,500), fino alle semplici magliette ($50). 

Pare così che nei prossimi libri ci imbatteremo in un tale Dave Goldblatt. È questo il nome del vincitore dell'ambito premio, un impiegato di facebook tanto innamorato del Trono di Spade da aver divorato l'intera saga finora pubblicata in soli sei mesi e al quale sono stati sufficienti dieci minuti per sganciare la cifra richiesta: «Sono abbastanza fortunato (nel senso materiale del termine, NdR) per fare questa cosa fantastica, e in più per una giusta causa. Non credo di aver fatto nulla di eccezionale», ha dichiarato la prossima vittima dell'ormai proverbiale sadismo martiniano. 
Mentre la controparte femminile eletta ha scelto di mantenere per il momento l'anonimato, Goldblatt si è già perfettamente calato nella parte: vorrebbe essere nientemeno che un valyriano, esponente dell'antica civiltà scomparsa dalla quale provengono i Targaryen e famosa per il suo acciaio indistruttibile. Purché, si intende, ciò non rappresenti un ostacolo al processo creativo di Martin, che come sempre sembra stare più a cuore ai lettori che all'autore in persona. 
Quel che è certo è che Dave Goldblatt morirà in maniera estremamente violenta; anche se forse, data la cifra in questione, sarebbe stato opportuno contrattare più nel dettaglio le pagine di vita concesse. 

Non ci resta che sperare che Dave e l'anonima compagna possano fornire la giusta ispirazione a Martin che, con i 350mila dollari raccolti dalla sua campagna, ha definitivamente spodestato Justin Bieber e gli One Direction su Prizeo. 

«È bello essere il re», Ipse dixit. «Certo, nessuno siede facilmente sul Trono di spade».

 

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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