Domani in libreria arrivano i libri della Pickwick

Da domani, se entrerete in libreria, troverete un nuovo marchio. Si chiama Pickwick, nasce dalla fusione di Sperling & Kupfer e Piemme e raccoglie il meglio delle due case editrici del gruppo Mondadori, in formato paperback e a prezzi molto contenuti. Degli ottanta libri iniziali in catalogo, quello più caro costerà solo 10,90€.

Il nome del marchio è un chiaro riferimento al Circolo Pickwick, e 177 anni dopo l’uscita del capolavoro a puntate di Charles Dickens, vuole forse rendersi propizio l’influsso magico del grande predecessore: se questa nuova iniziativa editoriale sarà un successo è ancora tutto da vedere. Ma di sicuro i prezzi bassi, un formato molto ridotto ( 12,5×19,5) e un roster di scrittori come Stephen King, Khaled Hosseini, Sveva Casati Modignani, Danielle Steel, Michael Connelly, Jo Nesbo, Deepak Chopra  e Nicholas Sparks – vacche sacre del bestselling – sono tutti fattori che di certo influenzeranno la scelta del libro da portarsi sotto l’ombrellone; e se non bastasse a convincervi, la Pickwick ha deciso di inibire ogni resistenza mettendo tutto il catalogo in offerta al 25% per un mese, dal 12 luglio all’11 agosto.

Questa notizia è un segnale di una certa vitalità dell'editoria, forse vicina al tipo istinto di sopravvivenza. Non sono ancora arrivati i tempi del necrologio, e non sappiamo se arriveranno mai. Tuttavia l'evento è sintomatico di un nuovo rapporto tra l’editore, ormai mera figura imprenditoriale — lontani sono i tempi dei letterati editori e forse l’unico superstite è Calasso dell’Adelphi — e il lettore, che non si lascia più fidelizzare ma è incline al tradimento: sedotto dal prezzo basso, dallo sconto e dalla promozione esclusiva solo-per-te, come fa a rimanere fedele? Una certa fetta di editoria ha deciso ormai da tempo di partecipare alla guerra al ribasso — dei prezzi e, inevitabilmente, della qualità —  e il nuovo giocatore sceso in campo renderà la concorrenza ancora più spietata, per la gioia di lettori molto pragmatici, attenti più alla sostanza che alla forma.

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

2 Commenti
  1. Iniziative di questo genere, più che “un segnale di una certa vitalità dell’editoria”, sono specchio di una crisi profondissima, dalla quale gli editori non sanno più come venire fuori. In questo modo continuano a scavarsi la fossa…