David Foster Wallace si racconta, anche al cinema

(photocredit: minima&moralia)

È strano pensare che un libro su Wallace possa essere utile sia ai profani che ai fan più accaniti.
Newsweek

Che David Foster Wallace, penna imprescindibile della letteratura americana degli ultimi decenni, sarebbe arrivato prima o poi al cinema c'era da aspettarselo. Che lo facesse nei panni di se stesso e non attraverso la voce di Lenore Stonecipher Beadsman o di altri personaggi in un certo senso pure.
Così, a cinque anni dalla morte pare che la storia di Wallace verrà trasposta sul grande schermo in un biopic dal titolo The End of the Tour diretto da James Ponsoldt e atteso nelle sale americane per il 2014. Si tratta di un adattamento cinematografico di Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta (Minimum fax, 2011), reportage-intervista nato dalle testimonianze dei cinque intensissimi giorni che nel 1996 il giornalista David Lipsky trascorse con lo scrittore durante il tour promozionale di Infinite Jest.
Il testo costituisce il vero e proprio ritratto di un Wallace che rivela se stesso attraverso lezioni di scrittura, reading, interventi, ma soprattutto grazie a preziose e personalissime riflessioni su tematiche sempre avvertite come di fondamentale importanza – la cultura, l'arte, quella letteratura mai passata di moda ma necessitante di nuovi modi di svolgere il proprio compito, capace di fare cose «che altre forme d'arte non riescono a fare così bene», di provocare «una sorta di conversazione intima tra due coscienze» – accompagnate da aneddoti e dichiarazioni su aspetti della vita privata, come il rapporto con la droga e la depressione.

Non manca di certo il materiale necessario a farcire quella che potrebbe potenzialmente presentarsi come un'interessante versione su pellicola della vita dello scrittore, che sarà interpretato da Jason Segel (il Marshall Eriksen di How I Met your Mother), mentre Jesse Eisenberg vestirà i panni di Lipsky.
La notizia ha seminato perplessità tra gli amanti di David Foster Wallace, i quali hanno sollevato non pochi dubbi sulla scelta di un attore apprezzato dal grande pubblico per tutt'altro genere di ruoli e probabilmente non il primo volto che sarebbe venuto in mente per l'occasione. A ciò si aggiunga che in Italia il nome di James Ponsoldt è una novita assoluta, in quanto nemmeno The Spectacular Now, suo ultimo film premiato lo scorso gennaio al Sundance Film Festival, ha avuto la fortuna di arrivare nelle nostre sale. 
Nessuna garanzia sul risultato, così come nessun limite evidente; ogni giudizio è dunque da posticipare al momento dell'uscita che, a quanto pare, non si farà attendere molto.

Una cosa però è certa: quella di Segel – come di qualsiasi altro attore al suo posto, del resto – sarà una grande, grandissima sfida.

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

5 Commenti