Distruggere i libri per far finta di leggerli

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Quando anche in Italia si è cominciato a parlare di ebook, il dibattito è stato molto italiano. Per introdurre e animare l'argomento, siamo dovuti ricorrere alla dinamica per noi più familiare e congeniale della contrapposizione secca, della Carta contro il Digitale. Basta pagine e copertine, i libri si leggono solo sull'e-reader. No, l'e-reader non sostituirà mai il piacere di leggere un libro vero. Poi per fortuna il dibattito si è evoluto e si è cominciato a entrare davvero nel merito della questione. 

Ho pensato a questo dopo aver letto questo articolo sull'Huffington Post dove si parla di un video in cui Lauren Conrad (star televisiva prestata alla scrittura) si diverte a tagliuzzare le coste dei libri per appiccicarle su una scatola da inseirire in uno scaffale, costruendo così una finta fila di libri per chi fa finta di leggere. Con una scioltezza da Art Attack, la signorina munita di taglierino affetta uno dopo l'altro i libri, risparmiandone soltanto i dorsi da incollare. Senza fare troppi piagnistei, ci si domanda cos'è che genera perplessità, se il taglio scellerato dei volumi o l'idea stessa di incollare vecchi libri su uno scaffale per il puro gusto di mostrarli in casa propria, senza averne letto neanche mezzo.

Ecco, sorvolando la superficialità contestuale del video, è proprio alla questione della fisicità del libro che è subito ritornata la mia attenzione. Se si va finalmente oltre il banale carta vs digitale, è innegabile che il valore e la sacralità incarnati dall'oggetto-libro sono ormai messi in discussione sia dai lettori che dai non lettori. Procedendo verso una digitalizzazione della lettura, il libro tradizionale si appresta a diventare un oggetto raro, per pochi, da appassionati, da antiquari, ma anche alla mercè di usi e abusi profani come quelli mostrati dalla Conrad che, certamente senza volerlo, suggerisce che il tema della materialità del libro – dopo essere stato banalizzato – è ben lontano dal poter essere liquidato facilmente, sia dai nostalgici della carta che dai digitali convinti.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

4 Commenti
  1. Non avrei mai il coraggio di infliggere tale sofferenza ai miei amati libri.
    Un’amica di facebook mi ha suggerito di usare i libri della Meyer per fare il mio scatoletto con il dorso di libri finti, ma io quelli nemmeno li compro… quindi non ho niente che possa sacrificare per fare tale sacrilegio.
    Se ci penso…
    Le si dovrebbero strappare le unghie finte per il peccato che ha commesso >_>

  2. Scusate l’ignoranza, ma non ho capito una cosa, perche’ ha tagliuzzato i dorsi per far finta di avere i libri? Non poteva lasciarli interi e far finta comunque di averli letti? Boh, io questa finezza non l’ho capita.