Don DeLillo al lavoro su un nuovo romanzo

La notizia la riporta il Washington Post, ma si tratta in realtà di due notizie. Non sapevo decidere a quale delle due dedicare il limitato spazio del titolo; alla fine, dopo lungo tribolare, ho scelto quella che per il quotidiano americano è la meno importante ma che per me—che preferisco i libri alle ribalte istituzionali—è di maggior rilievo.

Iniziamo quindi dalla fine: Don DeLillo sta scrivendo un nuovo romanzo e si sta mettendo alla prova. Il WP, che lo ha intervistato telefonicamente, tace i dettagli e non incalza lo scrittore con domande scomode sul nuovo libro. Al momento, quindi, sappiamo solo che DeLillo, nonostante la vecchiaia, continua a scrivere e non ha intenzione di ritirarsi (dal famoso annuncio di Philip Roth, il ritiro-come-concetto incombe su tutti gli scrittori dai settanta in su). E queste, in fin dei conti, sono le parole che tutti volevamo sentirci dire. 

L’altra notizia è che lo scrittore di New York, tra i più influenti della sua generazione, è il vincitore del premio letterario per la Narrativa americana inaugurato quest’anno dalla Library of Congress. DeLillo ha accettato di non fare il Pynchon della situazione e andare a ritirare il premio di persona al National Book Festival che si svolgerà a settembre. Per l'occasione terrà anche un discorso pubblico.

Il riconoscimento alla carriera, dice il comunicato ufficiale, viene conferito a uno scrittore “che ha scandagliato la vita sociopolitica e morale della sua nazione” e che ha “ispirato i suoi lettori con la molteplicità dei temi [trattati] e il virtuosismo della prosa”.

Questo nuovo trofeo va ad arricchire la sua bacheca che conta, tra l’altro, un National Book Award e un PEN/Faulkner Award. Come degno compimento della sua carriera istituzionale meriterebbe anche un Pulitzer: finalista in due edizioni, sempre battuto. Ma c’è ancora tempo: il prossimo romanzo, ad esempio, è una ghiotta occasione per rifarsi.

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

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