Dopo dieci anni di silenzio ritorna Cormac McCarthy

"Don't even ask", diceva David Foster Wallace riguardo a Blood Meridian. Ovvero "Guarda, lasciamo perdere", o anche "Ma stiamo ancora qui a parlarne?", nel senso — per essere chiari — di  "Se non hai ancora letto Cormac McCarthy, allora non hai capito proprio niente."

Ecco dunque nel mio immaginario letterario mentale ci sono dei personaggi noti a tutti. Ci sono Philip Roth, John Updike e Norman Mailer che giocano a chi ce l'ha più lungo, al centro dell'attenzione, sotto le luci e gli sguardi d'ammirazione dei lettori adoranti. C'è David Foster Wallace che lì sfotte da un angolo della stanza, vestito di Timberland e bandana, cercando l'approvazione di Don DeLillo come un figlio farebbe con il padre che sta parlando coi colleghi. C'è Thomas Pynchon che ha dato buca al party. C'è Bret Easton Ellis che invece si è imbucato, sembra Draco Malfoy e sta antipatico a tutti. C'è il buon vecchio Jonathan Franzen, che assomiglia a Charlie Brown. C'è Jennifer Egan, la bella della festa a cui tutti attaccano bottone, e Joan Didion, che potrebbe incenerire tutta la baracca con una riga. E infine cupo ieratico e apocalittico sta Cormac McCarthy all'ombra, in disparte, temuto e adorato, terrificante: "You don't fuck with Cormac McCarthy," viene da pensare.

Tutto questo per dire che la notizia è di quelle da segnarsi, perché stiamo parlando di pesi massimi, di quegli scrittori che stanno in silenzio per anni ed anni, ma quando muovono un passo allora cambia tutto il territorio che sta loro intorno: nel 2016, a cinquant'anni dall'opera prima The Orchard Keeper, uscirà il nuovo romanzo di Cormac McCarthy, dal titolo di The Passenger. La conferma della notizia è stata data pochi giorni fa e viene dal Santa Fe Institute, il centro di ricerca del New Mexico nel quale da ormai qualche anno McCarthy soggiorna in veste di scrittore residente. La notizia (come il libro) era attesa da tempo, ma visto il bassissimo profilo pubblico di McCarthy, fino a ieri qualsivoglia voce relativa al suo lavoro recente rimaneva quasi impossibile da confermare.

Sebbene gli editor di McCarthy si mostrino ancora restii a riconoscere la notizia declinando ogni voce riguardo al nuovo libro in uscita, a svelare dettagli sulla pubblicazione dell'ultima opera di McCarthy, che cade a ormai a dieci anni di distanza dall'uscita dall'ultimo The Road, sono stati quelli della Lannan Foundation, che il 5 agosto scorso ebbe la fortuna di avere McCarthy sul palco in occasione di un reading/conversazione/performance artistica fra David Krakauer (biologo evoluzionista presidente del Santa Fe Institute) e l'artista James Drake. In quest'occasione, Krakauer ha letto insieme all'attrice Caitlin McShea alcuni stralci da quel che sarà The Passenger, con beneplacito dell'autore presente in sala, e a cui le opere di James Drake hanno fatto da sottofondo visuale.

L'evento ha preso alla sprovvista il nocciolo duro dei lettori di McCarthy, del tutto impreparati a tale comparsata dello scrittore di Providence all'evento, considerata la sua ben nota reticenza verso qualsiasi tipo di apparizione pubblica. E a rendere ancora più peculiare l'evento è stato McCarthy stesso, che ha presentato per l'occasione una registrazione in cui è la sua stessa voce ad introdurre al pubblico la trama e i personaggi del suo nuovo romanzo, offrendo di fatto una delle pochissime testimonianze videoregistrate della sua presenza ad un evento pubblico. Temi chiave di The Passenger saranno quelli della matematica, della scienza e del genio, intrecciati in un testo che sembra orbitare distante dalla precedente produzione di McCarthy un po' come Ratner's Star gravita distante e unico dall'opera di DeLillo, nome quest'ultimo al quale  — insieme a Pynchon — l'ultimo McCarthy è stato paragonato più volte.

Vero è che, se la notizia della quasi-imminente pubblicazione di The Passenger è giunta pochi giorni fa a ciel sereno, i fan di McCarthy erano comunque da tempo al corrente degli sviluppi di questo libro. La storia è interessante e semi-poliziesca: Mccarthy è noto infatti per lavorare a più progetti contemporaneamente, così come a curare le proprie opere in gestazioni di decenni, e nel più totale silenzio stampa. Eppure, dopo un errore di archiviazione da parte dell'archivio Cormac McCarthy di San Marcos in Texas, tre anni fa il ricercatore Rick Wallach si trovò a scoprire fra i vecchi manoscritti di Suttree dei frammenti di The Passenger, ovvero di quello che era noto fino ad allora soltanto come "il romanzo di New Orleans", dopo un'enigmatica intervista di McCarthy al Wall Street Journal del 2009. Insomma, dopo aver circolato per decenni in forma di voce di corridio e anomalia d'archivio, The Passenger è ufficialmente in uscita. Inizia l'attesa.

 

Lorenzo Andolfatto

Sono lettore, traduttore, interprete e studiante. Mi occupo di cose cinesi nelle ore di lavoro, e di cose letterarie perlopiù americane nel tempo libero. Non sono ancora diventato musica da ascensore.

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