E se Jane Austen fosse viva?

Photocredit: New Yorker

Qualche giorno fa, leggevo quest'articolo dell'Huffington Post a cura di Amy Elizabeth Smith insegnante di letteratura all'University of the Pacific a Stockton in California, nel quale si ipotizzava cosa penserebbe, cosa farebbe, per chi voterebbe Jane Austen se fosse nata duecento anni più tardi. Sarebbe una conservatrice o una progressista? Una femminista? 

Per quanto mi riguarda, lo spunto che ci offre l'autrice è davvero interessante e coinvolgente, al punto che, riflettendoci un po' su, mi sono fatta la mia personalissima idea di come sarebbe oggi Jane Austen.

Io me l'immagino così:

La solita riga nel mezzo, quello sì, e ancora un'aria un po'  country, la fronte alta e gli occhi vispi. Un po' più bella di com'era.  Attivista, senza dubbio, secondo me farebbe parte del movimento Occupy Wall Street e distribuirebbe volantini per la city.

Sarebbe contraria ai fast food e preparebbe ottime torte che, certe volte, venderebbe per aiutare questo o quell'altro progetto di solidarietà. Il suo scrittore preferito sarebbe Virginia Woolf e le piacerebbero i Coldplay e gli Air.

Vivrebbe in un piccolo appartamento di Londra e si manterebbe gli studi lavorando in biblioteca; studierebbe lingue e avrebbe un fidanzato, cavolo se l'avrebbe stavolta, altroché! Magari un manovale nell'edilizia, perché per una che vive sempre con la testa immersa nei libri ci vuole qualcuno che sia pratico, qualcuno che sappia aggiustare un rubinetto che perde, qualcuno che la prenda per mano per farle attraversare la strada senza che un tassista la investa. Un uomo di poche parole perché a lei non mancano. Non vivrebbero insieme, i genitori di Jane sono tipi all'antica e tra l'altro suo padre è un pastore anglicano.

Sarebbe favorevole ai metodi di fecondazione assistita e non il contrario come ipotizza la Smith, proprio perché sostenitrice della famiglia, Jane sarebbe consapevole, in quanto donna moderna, che la famiglia non è e non può essere legata a stereotipi.

Nel tempo libero Jane scriverebbe e scriverebbe ancora d'amore. A trent'anni pubblicherebbe la sua prima raccolta di racconti e ci sarebbe il suo nome sopra e non By a Lady come duecento anni fa.

Chissà, magari potrebbe anche sceneggiare qualche famosa serie tv, del resto sono sicura che ne sarebbe un'appassionata spettatrice.  Resta da chiedersi se, oggi, riuscirebbe a vendere milioni di libri come ha fatto negli ultimi due secoli. Ma Jane è sempre Jane e stavolta in punta di dita, anziché in punta di penna, sono convinta che riuscirebbe ad appassionarci, magari in modo diverso, ma solleticando anche le corde dell'animo dei più cinici, come sempre. 

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

16 Commenti
  1. Ti segnalo questo articolo uscito sul Guardian la settimana scorsa sulla conferma dell’autenticità di un ritratto di una giovanissima Jane http://m.guardian.co.uk/books/2012/jun/08/jane-austen-portrait-as-young-girl?cat=books&type=article.
    Però preferisco la Jane del suo tempo, zitella, immersa nel verde della campagna inglese, luogo ideale e idillico per coltivare il suo amore per le lettere, fanatica dei balli in società, punto privilegiato per osservare i pregi, i difetti, le ironiche contraddizioni del suo tempo e, ovviamente, dei rituali di corteggiamento scopo matrimonio 🙂 🙂

  2. grazie sara lo leggerò con piacere. penso proprio che nessuno vorrebbe jane diversa da com’è stata, si è trattato solo di un volo pindarico della mia immaginazione… vuoi mettere balli e sguardi da sotto i ventagli??

  3. Infatti è proprio questo il bello di Jane Austen: è sempre capace di farci volare con la fantasia 🙂

  4. No, questa non me la bevo! Che una donna di molti pensieri e parole aspiri a un manovale capace di sostituire un rubinetto e che le consenta, tenendola per mano, di attraversare la strada senza essere investita… è cosa che sopprime i vantaggi dati dall’essere intelligenti. Mamma mia quanti e quali limiti riesce a superare la supponenza… 🙁

  5. quindi, secondo vajmax, si doveva cadere nel luogo comune e quindi l’intelligente Jane dovrebbe stare con un Professore universitario, magari molto più grande di lei! cari lettori, ditemi pure come immaginereste voi la Austen, ma perché giudicare come l’ho immaginata io?!

  6. Che Jane debba stare, in alternativa al muratore, con un professore universitario è una deduzione che io non ho stimolato volontariamente, perché ci sono un sacco di professori universitari che stanno messi peggio, intellettualmente, di manovali sensibili e intelligenti. Non è certo il livello culturale che migliora le persone. Mi pare, piuttosto, essere criticabile l’attribuzione di un compagno prelevato da classi sociali in modo da creare contrapposizioni che vorrebbero bilanciarsi riempiendo l’una i vuoti dell’altra. Sarebbe come consigliare a un elefante di accoppiarsi a un topolino.

  7. non mi sembra d’aver scritto che il manovale fosse un’idiota, solo un po’ più pratico della sognatrice Jane. e se nel tempo libero anche lui leggesse o dipingesse? attenzione a non attribuire ad altri schemi mentali assolutamente personali.

  8. Mia moglie, che uomo non è, aggiunge che la Jane ha tutti i diritti di scegliersi un manovale come compagno, ma non allo scopo di avere i rubinetti di casa funzionanti né per assicurarsi l’incolumità attraversando la strada. C’è da darle ascolto perché lei è laureata e io il suo compagno ignorante, o per l’ovvietà di ciò che afferma?

  9. Che un manovale debba essere per forza anche pratico è correlazione tutta da discutere, la maggior parte di loro cade dai ponteggi proprio perché ha la testa tra le nuvole che pubblicizzano una vita meno sacrificata… 😀

  10. La prossima volta lancerò il televoto “Chi vorreste come compagno della Austen?” ; )

  11. laura ha voluto semplicemente trasportare jane nel nostro secolo…………..la polemica mi è sembrata sterile e fatta da chi pensa per categorie mentali e basta. a me un pò di svolazzi fantastici sono graditi! anna

  12. Si vede che fai il manovale o l’idraulico e ti sei accorto che la Jane è disponibile a smollarti le sue grazie dopo averle fatto attraversare la strada incolume, o dato una stretta al suo bel rubinetto con tre giri di chiave non inglese 😀

  13. Una polemica è definita frustrata quando non riesce a raggiungere un obiettivo sensato, oppure quando è messa in atto da un frustrato. Ogni polemica, per natura che le è implicita, raramente è risolta attraverso un accordo, dunque definirla frustrata per questa sua difficoltà intrinseca è inutile, mentre dare del frustrato a chi la sta facendo, e farlo polemicamente senza spiegare la ragione dell’incomprensione… frustra alquanto… 😀